di Francesca Marruco
«Non lasciate nulla di intentato». Lo ha detto Rudy Hermann Guede oggi ai suoi difensori che sono andati a fargli visita nel carcere di Viterbo dove è recluso da tre anni. I legali, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, non lo avevano ancora visto dopo la decisione con cui la Cassazione ha confermato la sentenza di condanna a 16 anni inflittagli in secondo grado a Perugia.
Praticare ogni strada possibile Gli ha chiesto di «praticare ogni strada possibile» per dimostrare la sua innocenza. Che tradotto potrebbe voler significare chiedere una revisione del processo, anche alla luce di quanto potrebbe emergere dal processo d’appello di Amanda e Raffaele, oppure ricorrere alla Corte Europea. Secondo i suoi difensori, Guede finirà di scontare la condanna tra nove anni (considerando anche i benefici previsti dall’ordinamento carcerario) ma dopo averne espiato la metà potrebbe già cominciare a beneficiare di permessi. Guede studia per diplomarsi, e per sei ore al giorno può usufruire della biblioteca interna alla struttura. Guede vorrebbe iscriversi all’università.
Il quarto uomo Il cestista ivoriano fu l’ultimo degli arrestati per l’omicidio della studentessa inglese Meredith Kercher. Venne bloccato in Germania dove era scappato dopo la morte di Meredith. Il giorno del suo arresto a Coblenza, a Perugia uscì dal carcere Patrick Lumumba, ingiustamente accusato da Amanda Knox. Per giorni prima dell’arresto venne identificato come il quarto uomo dalla polizia e dalla stampa che si occupava del caso.
Rudy, io innocente Rudy Guede si è sempre dichiarato innocente. Secondo i suoi racconti, lui sarebbe stato presente nella villetta di via della Pergola mentre Meredith veniva uccisa, ma si trovava in bagno, con le cuffie dell’I-pod alle orecchie. Quando sentì qualcuno urlare uscì, imbattendosi in due persone: un ragazzo e una ragazza che scappavano via. Con il ragazzo avrebbe anche avuto una colluttazione. Subito dopo avrebbe cercato di soccorrere Meredith ferita e morente tamponandole la ferita con un asciugamano, ma si sarebbe spaventato per il troppo sangue e non avrebbe fatto nulla per lei. Sempre secondo il suo racconto, si trovava a casa di Meredith perché era stata lei stessa ad invitarlo dopo che durante una festa tra loro era nata una simpatia. Prima che andasse in bagno, anzi avrebbe avuto un approccio sessuale con lei. A suo dire, l’esperienza traumatica lo spinse a fuggire da Perugia.

