di M.R.
È il giorno del tavolo romano al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica dedicato ad Acciai speciali Terni. Oggi il cavaliere Arvedi potrebbe chiudere l’Accordo di programma col Governo Meloni e le istituzioni umbre, Comune di Terni e Regione, fondamentale per sbloccare il promesso investimento da un miliardo di euro per il sito siderurgico di viale Brin. E a poche ore dal confronto nella capitale, dai vertici dell’azienda ternana è arrivata ai sindacati una convocazione last minute per i sindacati: alle 11 al via un nuovo incontro sul Premio di risultato. Probabilmente il management voleva stringere sull’accordo con le parti sociali, neutralizzando le distanze sin qui mostrate sulla via dell’intesa prima di sedere ai tavoli dell’esecutivo nazionale di modo che l’accordo passasse anche come segnale distensivo in un contesto ternano che non lesina perplessità rispetto a organizzazione del lavoro, gestione appalti e ritardi sul piano industriale. Ma non è andata; resta qualche aspetto da limare quindi la firma è rimandata.
Ast Intanto mentre la viceministra dell’Ambiente, la leghista Vannia Gava, presiede il tavolo sul patto di territorio per Ast, il ministero guidato dal Meloniano Adolfo Urso, quello delle Imprese e del Made in Italy, è impegnato sul fronte del Piano nazionale della siderurgia e ha già avuto un vertice coi sindacati che hanno chiesto attenzione e sostegni per l’energia, non solo per Ast ma anche per il sito di Piombino, rispetto al quale continuano a susseguirsi i rumors di un forte interesse da parte del gruppo Arvedi. Capitolo a parte sarà invece riservato all’intricata situazione dell’ex Ilva di Taranto.
