lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:02
15 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:56

‘Yogurt con muffa, poco cibo e lische di pesce nel piatto': le carte dell’inchiesta sulle mense dei bimbi

Le accuse del Pm alle società che si sono aggiudicate l'appalto per la ristorazione in alcune scuole materne di Perugia. Il prosciutto cotto e la frittata erano «contaminati dai batteri»

‘Yogurt con muffa, poco cibo e lische di pesce nel piatto': le carte dell’inchiesta sulle mense dei bimbi
La procura della Repubblica di Perugia

di Enzo Beretta

Scarse quantità di cibo nei piatti dei ragazzini dell’asilo. In certi casi pollo con frammenti di ossa, porzioni di pesce con le lische, pane e yogurt con la muffa. Perfino fette di prosciutto cotto e frittata «contaminati dai batteri». Sono tredici i nomi delle persone indagate dalla Procura della Repubblica di Perugia nell’ambito di un’inchiesta scattata in seguito agli esposti di alcuni genitori di bambini. Per dieci di loro, compreso il presidente del Cda della All Food Srl, i legali rappresentanti della Cir Food, il numero uno della Elior Ristorazione Spa e il vertice del Consorzio Abn, raggruppamento «aggiudicatario della gara di appalto del servizio di mensa scolastico del Comune di Perugia», l’accusa riguarda la frode nelle pubbliche forniture.

Pesce con le lische Il Pm Claudio Cicchella parla della «violazione di quanto previsto nel capitolato in ordine alla qualità, provenienza e quantità» del cibo. In quattro scuole la quantità era «inferiore rispetto alle grammature imposte dal menù concordato» (il riferimento è alle «porzioni dei secondi piatti», all’«insalata» ma anche al «prosciutto cotto, banane e carote»). In altri due casi sarebbero stati somministrati «pisellini non biologici» e il pesce proveniva da «zona fao 47 anziché fao 27». Di cibo «nocivo per la salute pubblica» si racconta, invece, con riferimento al «pollo contenente frammenti ossei» e di «pesce al cui interno sono state rinvenute lische» considerate «pericolose».

Pane e yogurt con muffa L’ipotesi d’accusa, Codice penale alla mano, riguarda i «delitti colposi contro la salute pubblica in relazione all’adulterazione o alla contraffazione di altre cose». Nelle carte è spiegato che la Elior ha «fornito cibo in cattivo stato di conservazione»: in un plesso della periferia di Perugia sarebbe finito sulla tavola dei bambini «pane con la muffa». Il Consorzio Abn e la Ditta B+ Cooperativa Sociale – secondo l’accusa – hanno invece somministrato agli alunni «yogurt con la muffa».

Frittata contaminata dai batteri I vertici della All Food Srl insieme ad una cuoca «responsabile del centro preparazione pasti» di una scuola materna umbra avrebbero messo sui piatti dei piccini «prosciutto cotto e frittata» risultati «contaminati rispettivamente dai batteri Listeria Monocitogenes e Staffilococchi coagulasi positivi»: le pietanze sono state analizzate nei laboratori dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche. Il fatto è recente, 12 maggio 2016, è scritto nell’avviso di conclusione indagini preliminari.

La gara d’appalto All’amministratore delegato della All Food Srl viene mossa l’ulteriore contestazione di falso ideologico commesso dal privato in atto pubblico: secondo la Procura nella domanda di partecipazione alla gara d’appalto del servizio di mensa scolastica del Comune ha «falsamente attestato» di non aver commesso alcun «grave errore nell’esercizio dell’attività professionale» quando, invece, per un «grave ed accertato errore professionale commesso nel servizio di refezione scolastica» in due città del Lazio «era stata dichiarata decaduta dal servizio per inadempimento e grave negligenza». Decadenza – è scritto nel fascicolo della Procura – confermata sia dal Tar che dal Consiglio di Stato.

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