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8 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:22

Violenza sessuale in discoteca, assolto Sasà. Il Re di Mykonos però ha risarcito la ragazzina di 16 anni

Il vocalist di fama internazionale era stato condannato in primo grado a quattro anni. La Corte d'appello ribalta la sentenza e riduce la pena al proprietario del locale Gianni Brugnoni

Violenza sessuale in discoteca, assolto Sasà. Il Re di Mykonos però ha risarcito la ragazzina di 16 anni
Il vocalist Sasà

di Enzo Beretta

Assolto in appello il vocalist di fama internazionale Salvatore Carlucci, 44 anni, in arte Sasà, condannato in primo grado a quattro anni di reclusione con l’accusa di aver violentato sessualmente una ragazzina di 16 anni in una discoteca dell’Eugubino durante la notte di Capodanno 2013. Pena ridotta, invece, per il titolare del locale, Gianni Brugnoni (52), imputato dello stesso reato: da quattro a due anni e otto mesi. «Sia il mio cliente che Brugnoni hanno risarcito la ragazzina – ha spiegato l’avvocato Vincenzo Bochicchio -. Insieme al collega Mario Monacelli abbiamo ritenuto percorribile questa strada e trovato l’accordo con la parte civile. Ora, con l’assoluzione di Sasà con formula piena, esprimo soddisfazione».

Il processo d’appello Il collegio della Corte d’appello – presieduto da Ferdinando Pierucci, a latere Maria Rita Berardi e Franco Venarucci – ha rivisto le pene inflitte dal gup Andrea Claudiani ad altre due persone finite sotto processo per tentato favoreggiamento: il fratello di Gianni, Marco Brugnoni, è stato assolto, mentre la condanna a otto mesi del coimputato Michele Piergentili è stata ridimensionata a cinque mesi.

Il risarcimento In seguito al risarcimento – si apprende in ambienti difensivi – l’avvocato di parte civile Patrizia Pugliese stamani ha rinunciato alla costituzione di parte civile nel processo di secondo grado. Nel corso della requisitoria il sostituto procuratore generale Giuliano Mignini aveva chiesto alla Corte condanne inferiori per i due imputati principali, proprio in virtù dell’avvenuto risarcimento. Massimo riserbo sull’importo: il gup aveva fissato una provvisionale di 80 mila euro alla ragazzina e 40 mila per i suoi genitori.

La denuncia Secondo il racconto fatto alla polizia di Spoleto la sedicenne, che quella notte aveva bevuto alcuni gin-lemon, sarebbe stata avvicinata da Sasà alla ricerca di una sigaretta. Finché il vocalist – è spiegato nella denuncia – l’avrebbe presa per mano e portata nel retro del locale trascinandola per un braccio. «Ho tentato di divincolarmi ma mi sentivo stordita». Il ‘Re di Mykonos’ era accusato di «aver indotto la minorenne a subire atti sessuali, abusando delle condizioni di inferiorità psicofisica consistenti nello stato di ebbrezza alcolica». Un’accusa, come detto, caduta nel processo d’appello. Dello stato di ubriachezza della ragazzina – è emerso durante le indagini coordinate dal Pm Giuseppe Petrazzini – avrebbe quindi approfittato il gestore del locale. Nella denuncia la giovane ha spiegato: «Ricordo la voce di una donna che si è rivolta ad alcuni uomini dicendo di lasciarmi stare, che avevo solo sedici anni. Poi mi sono trovata in camera con lei e altre persone che mi spogliavano e mi mettevano a letto». Nelle carte della Procura è spiegato che Marco Brugnoni – ora assolto – ha «portato in lavanderia il piumone della camera in cui erano avvenuti i rapporti sessuali» con Sasà per «far scomparire le tracce di sangue», mentre l’altro presunto favoreggiatore Michele Piergentili – per il quale la condanna è stata ridotta – si sarebbe dato da fare per contattare altre persone inducendole «a omettere di riferire quanto di loro conoscenza».

Accuse sempre respinte Carlucci ha respinto dall’inizio tutte le accuse dicendo che la sedicenne fosse consenziente. Il titolare della discoteca, invece, ha sempre detto di non aver mai neanche toccato la ragazzina. «Ci riserviamo di impugnare la sentenza in Cassazione – spiega il suo difensore Mario Monacelli – perché vogliamo capire come ha fatto la Corte d’appello a ritenere credibili le accuse nei confronti di Gianni Brugnoni e non credibili quelle contro Sasà, tenuto conto che gli episodi si collocano in un contesto spazio-temporale contiguo e dei principi che presiedono alla valutazione dell’attendibilità e credibilità della persona offesa».

©Riproduzione riservata

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