13 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:06

Via della Viola, replica alla ‘turista disperata': «Strada viva e civile, le spiego il nostro ‘piccolo miracolo’»

Una residente: «L'abbiamo recuperata dal degrado lavorando come matti. Come Napoli? Orgogliosi del paragone»

Via della Viola, replica alla ‘turista disperata': «Strada viva e civile, le spiego il nostro ‘piccolo miracolo’»
Via della Viola

Riceviamo e pubblichiamo la replica di una residente di via della Viola alla discussa lettera di una turista che lamentava i rumori della movida

Gentile “turista disperata” in diretta dagli inferi è il diavolo che le risponde. Lavoro e vivo via della Viola da 15 anni: la vivo di giorno, di pomeriggio, di notte, con il caldo, il freddo, la neve, la pioggia, la vivo tutti i santi giorni, domeniche incluse e su questa via ho tanto da raccontarle. Posso dirle, in tutta franchezza, che se foste capitate in via 3 anni fa lei e sua figlia avreste avuto seri problemi nel raggiungere la vostra “tranquilla dimora” di vacanza: come attraversare i vicoli evitando spacciatori, siringhe, tossicodipendenti, scippi e brutti ceffi? Sfoderando il coraggio di due eroine cinquecentesche probabilmente sareste arrivate sane e salve nel vostro appartamento, e lì goduto di sonni tranquilli e silenziosi, perché vi assicuro la via era completamente “disabitata”, spacciatori esclusi.

Ho visto locali chiudere, commercianti andare via, appartamenti vuoti, vie deserte e puzzolenti, in pochi abbiamo resistito al “periodo buio” e l’abbiamo fatto con orgoglio, passione e incoscienza. C’abbiamo creduto, ostinati e speranzosi, e poi è avvenuto un piccolo miracolo: “Fiorivano le viole” e sparivano gli spacciatori. Un giovane gruppo di artisti, studenti, residenti, amici, ha trasformato la via in un laboratorio collettivo: arte, botteghe artigiane, feste, quadri e installazioni. Ora la nostra via è orgogliosamente bohémien: ristoranti, enoteche, pizzerie, locali con musica dal vivo, negozi di abbigliamento vintage, botteghe artigiane, e il Cinema, quello con la C maiuscola.

Ascoltiamo la musica, mai a “palla” perché la gente mentre mangia deve poter parlare, mangiamo bene e beviamo ancora meglio… e lavoriamo e sì, cara turista disperata, lavoriamo come matti per rendere felici i turisti che disperati non sono, ma che si divertono insieme a noi.

Durante Umbria Jazz è utopico pensare che a mezzanotte sia tutto finito, tua figlia lo scoprirà quando sarà abbastanza grande per poter godere della nostra Perugia senza “la mamma”, quando dopo l’ultimo concerto si fermerà in uno dei tanti bar a bere una birra e a chiedere a noi “locali” a che ora inizia la jam session a Porta Sole. E tu mamma sarai serena nel tuo bel paesino ligure, perché tua figlia potrà tranquillamente tornare a piedi a casa da sola, e se sarà troppo ubriaca da non riuscire ad aprire la porta del suo appartamento potrà chiedere aiuto “a noi diavoli” senza correre il minimo pericolo (e si facciamo anche questo spesso e volentieri).

Riguardo la signora che urla in strada (seriamente malata e ormai molto nota in via), mi permetto di precisare che il caso è stato segnalato diverse volte alle autorità competenti, e mi permetto anche di aggiungere che lei, cara turista disperata, non mostra sensibilità alcuna nel definirla pubblicamente “pazza” e “fuori di testa”, al pari dei giovani avventori del bar di strada che insultano urlando la signora.

Scrive di urla fino alle 4 del mattino, di musica a palla, e di una via priva di regolamentazione… Cara turista disperata lei è decisamente esagerata.

In ogni caso il paragone con i quartieri spagnoli della bella Napoli ci riempie di orgoglio…
Dall’inferno è tutto, i diavoli.

©Riproduzione riservata

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  • Vincenzo

    Sono un “figlio” di Via della Viola e tale risposta da parte vostra mi ha fatto sobbalzare il cuore!

    W il collettivo “Fiorivano le Viole”

    W i residenti che proattivamente contribuiscono ad infondere linfa vitale alla
    “Nostra” piccola realta!

    V.

  • ac2

    bravi

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