13 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:25

«Via della Viola come i Quartieri Spagnoli, un incubo chiamato movida»

Lettera di una 'turista disperata': «Perugia bellissima ma costretti a subire musica ad alto volume, urla e maleducazione»

«Via della Viola come i Quartieri Spagnoli, un incubo chiamato movida»
(Foto archivio)

Riceviamo e pubblichiamo la lettera di una lettrice che si autodefinisce «turista disperata» e accusa la movida di via della Viola per la situazione che, a Perugia, rende i 10 giorni di Umbria Jazz un periodo particolare, in cui il centro si trasforma in un luogo di musica e festa fino a tardi. Umbria24 non condivide il punto di vista della lettrice né sull’atmosfera di Umbria Jazz, notoriamente calda e viva fino a tarda ora, né per i paragoni con i quartieri di Napoli, città meravigliosa e che non merita offese. La scelta di pubblicarla è per dare voce, come sempre facciamo nella sezione Opinioni, a tutti i punti di vista e, nello specifico, a chi lamenta rumore eccessivo considerandolo un problema di questa parte della città

VIVI IL CENTRO STORICO Scelgo una casetta in centro storico per trascorrere tranquilla due settimane ad Umbria Jazz. Poche ore dopo il mio arrivo scopro la vera dannazione. La discesa serale negli inferi, che si ripete ininterrotta, sempre uguale e sempre peggio dal 5 di luglio 2016, inizia intorno alle 20 quando un ristorante dà il via “alle danze” con musica a palla, per fortuna di buon gusto, per allietare gli avventori che cenano in strada. Tra le 21 e le 23 la clientela si fa fitta, il chiacchiericcio pure e tu, appena a arrivata da un tranquillo paesino della Liguria pensi: che carini…cenano all’aperto con musica di sottofondo. Lo pensi, ma solo fino a mezzanotte quando scopri che le coppiette innamorate e gli amici a cena se ne sono andati e i titolari del ristorante continuano imperterriti a lasciare a tutto volume la cassa esterna della musica…perché (ovvio) lavorare a tempo di musica è sicuramente meglio che in silenzio. A te sembra di avere in casa Louis Armstrong con tanto di tromba e voce profonda e dato che vuoi essere ottimista pensi che poteva andarti peggio con una selezione di brani disco dance. E ti sembra anche di avere organizzato un party di quartiere con un sacco di amici, ma loro non sanno che tu ci sei. E non guardano nemmeno in alto per vedere se ci sono finestre accese o se ci sono portoni con pulsantiere di citofoni: segno inequivocabile di qualche presenza umana sul territorio.

LA DISCESA AGLI INFERI In ogni caso, poiché a causa del trascorrere delle ore hai sonno e vorresti riposare dopo aver seguito concerti (meravigliosi) in ogni angolo della città, speri che superata la mezzanotte inizi la quiete, come accade in paesi altrettanto turistici. Invece no. Non sei che all’inizio della discesa agli inferi. Il “meglio”, la vera dannazione, deve ancora arrivare. Questo “meglio” si chiamano giovani e chiassosissimi avventori dei bar della strada. E così, già dopo la prima notte in bianco capisci di essere circondata dal caos e cominci a studiare come fare a salvarti visto che dal 5 al 18 luglio le notti sono tante e la casa l’hai pagata. Conti i giorni e le notti sul calendario e dici: ce la farò? Devi farcela per forza perché tua figlia è stata ammessa alle prestigiose Clinics del Berklee College (e anche quelle le hai pagate). Lei poverina non chiude occhio e arriva ogni mattina a scuola con la testa che scoppia ma tant’è, ormai, anche lei c’è.

SOLUZIONI IMPOSSIBILI La mattina successiva alla prima notte infernale, con le occhiaie che toccano terra e un mal di testa fotonico da insonnia compri in farmacia aspirina e i tuoi primi tappi per le orecchie della vita perché pensi che mettersi a gridare tutte le sere dalla finestra dell’alloggio che hai affittato non sia “civile”. E nemmeno buttare secchiate d’acqua come facevano le nonne di un tempo o chiamare polizia e carabinieri che avranno altro a cui pensare.

Speranzosa ed ottimista provi i magici tappi che qualcosa attutiscono ma il rumore che arriva dalla strada è talmente forte e incontrollabile da risultare comunque fastidioso e superare in decibel la delicata barriera dei tuoi adorati tappi rosa nei quali avevi riposto ogni illusione di futuro benessere.

I QUARTIERI SPAGNOLI Dopo 6 notti d’inferno dove lo standard è sempre uguale e i tappi risultano inefficaci per schiamazzi e urla fino alle 4 del mattino e oltre, arriva l’ottava, l’apoteosi, il nirvana della maleducazione firmata via della Viola.

Premessa: ogni sera una signora, piuttosto fuori di testa ed esasperata da un’insonnia presumo perenne, scende per strada e urla di tutto ai titolari dei locali ammazza timpani. Questi, senza considerare che nella via non esistono solo loro e la signora e che occorrerebbe fare silenzio dopo una certa ora, iniziano a risponderle ad alta voce e ad insultarla. Io insulto te, tu insulti me, tutti insultano tutti… e gli altri non dormono. Tu, povero turista malcapitato innamorato di Perugia, confuso dal sonno e dal caldo pensi di aver sbagliato città, di essere finito nei malfamati Quartieri Spagnoli di Napoli. E invece no. Sei in via della Viola, nella civilissima e antica città di Perugia, nel cuore dell’Umbria.

LA SETTIMA NOTTE L’apoteosi, dicevo, l’abbiamo raggiunta nella torrida settima notte di soggiorno quando non solo la signora pazza e i gestori dei locali urlavano, ma anche gli avventori hanno iniziano ad intonare cori da stadio contro la poveraccia e tu, sfigato e malcapitato turista che sognavi due settimane a Umbria Jazz a goderti la musica (nei luoghi preposti) ma anche la pace della città antica, ti ritrovi a maledire il giorno in cui hai deciso di soggiornare in una via che non potevi immaginare fosse priva di regolamentazione da parte di chi presiede all’Ordine e alla Quiete Pubblica e in balìa di persone incuranti del rispetto delle persone che abitano dove loro, purtroppo, lavorano.

Da oggi a quando partirò avrò ancora ben 5 notti insonni e discese negli inferi fatte di voci arroganti e maleducate che urlano a caso tra una bevuta e una sigaretta, cantando a squarciagola “Tanti Auguri a teeeeee” alle 3 e mezza di mattina e amenità varie, compresi motorini lasciati accesi a casaccio.

Non so se questa mia lettera sarà pubblicata ma nel caso in cui qualcuno la leggesse chiedo solo un piccolo favore: quando passate in via della Viola, a Perugia, se è notte e i bar sono aperti, almeno voi mettetevi una mano sulla coscienza e abbassate, vi prego, il volume.

Grazie.

Una turista disperata.

©Riproduzione riservata

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  • Giovanni Bigazzi

    Se la turista disperata vuole il silenzio dovrebbe scegliere le terme con gli anziani per la prossima vacanza, non un festival musicale. Perugia è già diventata un deserto rispetto a solo un decennio fà, questo articolo e ridicolo

  • rodolfo

    Articolo indegno , abito in via della viola tra il ristorante e il locale , la signora che urla nella parte finale del articolo è una signora con seri problemi mentali che inveisce ogni giorno ad ogni ora anche con i residenti offendendoli pesantemente , per quanto riguarda la musica , si sente jazz di sottofondo a bassimo volume , paragonare i quartieri spagnoli (discesa negli inferi ) a via della viola è offensivo nei confronti del quartiere di napoli ( io direi una turista maleducata ) , un turista dovrebbe pensare prima dove alloggia , via della viola è un quartiere “giovanile” , ma anche al Brufani avrebbe percepito il rumore , le strade sono affolate e piene di gente anche fino a tardi , e non firmarsi con nome e cognome fa pensare ad un fake . detto questo PERUGIA E LA CAPITALE DEI VECCHI 2016 !

  • giacomom

    Non so se faccia più pena un “giornale” che pubblica una lettera solo ed esclusivamente a fini strumentali, o la signora che ha partorito questo papello che per come scrive ed argomenta, se fosse venuta durante eurochocolate si sarebbe lamentata per il troppo cioccolato.

  • Giovanni Bigazzi

    Quando la città è popolata di giovani che fanno festa non va bene, perchè c’è il “rumore”. Ok. Allora è meglio quando la città è vuota e gli spazi non occupati dai giovani sono occupati dalla microcriminalità?

  • Pierfrancesco Pellegrino

    Pessima risposta (per non dire altro…), Giovanni. Ci sono regole, scritte e anche non scritte, del vivere civile, dell’educazione, del rispetto che probabilmente non conosci e che non conoscono i tanti che, Umbria jazz o no, in estate schiamazzano lungo le vie cittadine a tutte le ore, incuranti di tutti e tutto.

  • antonella

    Questo articolo è strumentale e scritto sicuramente da qualcuno che ha tutto l’interesse a infangare una zona che faticosamente e senza aiuto di politici o sponsor ha reinventato un modo di fare arte e fare quartiere. Come fa la signora ad aver passato sette notti insonni se UJ è iniziata solo sei giorni fa? Si, vero, ci sono concerti e i locali della zona mettono musica come tutti in città, soprattutto adesso. Ma non mi risulta (e lo posso dire con certezza perché rientravo a casa mia a quell’ora e provenivo da un altro quartiere dove invece la movida era ancora all’apice serale e non accennava a quietarsi), che alle due di notte, come invece sostiene, fossero aperti. Per quanto riguarda il paragone con i quartieri spagnoli la signora dovrebbe farci un giro prima di paragonare due realtà completamente diverse. Infine la maleducazione dei giovani schiamazzanti che passano urlando e cantando non può essere imputata ai gestori dei locali, magari sono turisti anche loro. Concludendo cara signora se vuole pace e silenzio doveva affittare un B&B nelle nostre splendide colline… ma sicuramente avrebbe avuto a che ridire con le cicale e i grilli

  • Edwige Mignacca

    Sta parlando di una situazione che non conosce, il bar ha la musica bassa, clienti e gestori sono persone civili, il vero problema è la signora pazza che ogni sera esce senza motivo urlando contro quelle poche persone che si trovano fuori il bar, a volte anche con coltelli e bicchieri di vetro che lancia a chiunque passa davanti casa sua, mi spiace per la signora che non chiude occhio ma basta rompere le palle ai gestori dei locali e ai ragazzi che vogliono divertirsi, la sua sfiga è stata quella di incontrata una pazza che esce ad urlare perché ormai quello è il suo passatempo preferito e come minimo si merita cori ed insulti per i mesi infernali che sta facendo passare ai bar e ai clienti!

  • Alessandro Mescolini

    Perfettamente d’accordo! Sciocco anche pubblicare lamentele a caso del primo turista di passaggio…E ,per fare un esempio, al famoso Berklee College che frequenta sua figlia, iniziano alle 7 di mattina a fare solfeggio e prove rumorosissime non pensando a chi ha lavorato la notte.. o vorrebbe riposare un po’ di più, quindi chi ha ragione?

  • Mario R.

    A Perugia, come nelle altre citta’ Italiane, e’ in vigore un regolamento comunale che disciplina anche gli orari nei quali e’ possibile fare o non fare rumore. Il regolamento vale per tutti, studenti, residenti , turisti, negozianti ecc. Rispettare il regolamento comunale e’ un fatto semplice di educazione , senso civico e di appartenenza a una comunita’, quella dei residenti in centro storico. Chi invita la turista ad andarsene evidentemente non sa cosa vuol dire alzarsi tutte le mattine alle 5, magari per fare un lavoro delicato che richiede concentrazione e dal quale puo’ dipendere pure la vita di altre persone, oppure semplicemente non abita in centro storico e pretende di continuare a usarlo come fosse una Disneyland. Se il centro storico e’ un “deserto” e’ proprio a causa di questi e altri comportamenti di chi lo frequenta.

  • J. Casablanca

    Scegliere un appartamento in via della Viola sotto UJ, e poi lamentarsi perchè c’è chiasso è come andare in Egitto ad Agosto e lamentarsi perchè fa troppo caldo.
    Cara la mia “simpaticissima” amica ligure, come le ha gia consigliato qualcuno, la prossima volta prenoti uno dei tanti B&B presenti nel nostro territorio e vedrà che non avrà nessun tipo di problema.

  • Matilde Pedetti

    oh no, è arrivata un’altra pazza in via della viola! BASTA NON NE POSSIAMO PIù

  • Giovanni Bigazzi

    Un luogo diventa deserto quando non è vissuto dalla popolazione e dalle attività e cade inevitabilmente nelle mani della macro e microcriminalità. Come era questa via qualche anno fa, se lei conosce la città. Grazie ad Associazioni e persone che hanno voluto mantenere le loro attività la situazione è cambiata. Magari fanno rumore, meglio questo che trovarsi circondati da spaccini o trovarsi un tossico con la siringa in mano, cosa ne dice? Stiamo parlando inoltre di un periodo, UmbriaJazz che dura 8 giorni all’anno. Vogliamo eliminare anche questa manifestazione perchè c’è troppo rumore?

  • Mario R.

    Conosco molto bene il centro storico, abitando in C.so Garibaldi da 30 anni. Il Centro Storico di Perugia non e’ mai stato realmente “deserto”, quello che e’ avvenuto e’ stata una progressiva migrazione delle famiglie di residenti dal centro Storico alle periferie a favore dell’affitto delle stesse abitazioni agli studenti e questo negli anni in cui l’Universita’ di Perugia aveva un forte appeal e le condizioni socio/economiche della Nazione erano ben diverse da ora. Questo squilibrio, cioe’ la massiccia presenza di studenti contro una minoranza di residenti ha favorito, oltre ad altri problemi, la diffusione dello spaccio di droga in centro e l’insediamento di intere bande di spacciatori. A nulla, ripeto, nulla, sono valsi gli sforzi dei residenti per fronteggiare il fenomeno spaccio, dalle petizioni alle denunce, i gruppi facebook, le Associazioni di quartiere, le manifestazioni di piazza ecc. ecc., tutto e’ stato vano e inascoltato fino a quando non sono cambiati Sindaco e Prefetto e come per magia il Centro Storico si e’ svuotato dalle bande di spacciatori e ora camminare da C.so Garibaldi a Via della Viola e’ un’esperienza normale e non piu’ un film di terrore.
    Qui pero’ stiamo confondendo la quiete pubblica con l’ordine pubblico che sono due cose distinte.
    Il regolamento di Polizia Urbana del Comune di Perugia disciplina all’Art.23 la Tutela della Quiete ed e’ molto chiaro al riguardo. Gli esercizi pubblici dopo le 24 e fino alle 8 del mattino non possono disturbare il vicinato, punto.
    Non trovo alcun articolo del regolamento che dica che si puo’ fare rumore oltre le 24 in quelle Vie ove sia “meglio il rumore che lo spaccio”.
    Per quanto riguarda Umbria Jazz, mi risulta che alle ore 1.00 gli spettacoli siano tutti terminati e non mi pare che la Turista abbia chiesto di chiudere Umbria Jazz ma solamente che si rispettino le normali regole di convivenza civile.

  • Alessandro Mescolini

    Come sottolinea chiunque usi un pò la testa, una turista o chi affitta una casa in centro si dovrebbe informare se ci sono attività, se la zona è rumorosa o tranquilla, etc anche perchè a 5 min dal centro di perugia c’è campagna e silenzio ovunque!! vogliamo desertificare il centro come sta avvenendo? vedrai che dopo di turisti neanche l’ombra ci sarà!! che pensi, vengono turisti e studenti a visitare-vivere la città silenziosa dei negozi chiusi e del degrado?? se vivessimo solo di regole saremmo dei robot, bisogna interpretarle ed adattarsi, il centro di una città perchè si chiama centro?? perchè è appunto un punto di ritrovo, di attività, di persone che passeggiano e parlano e occupano spazi pubblici…è dall’antica grecia che è cosi!!!

  • Alessandro Mescolini

    Come sottolinea chiunque usi un pò la testa, una turista o chi affitta una casa in centro si dovrebbe informare se ci sono attività, se la zona è rumorosa o tranquilla, etc anche perchè a 5 min dal centro di perugia c’è campagna e silenzio ovunque!! vogliamo desertificare il centro come sta avvenendo? vedrai che dopo di turisti neanche l’ombra ci sarà!! che pensi, vengono turisti e studenti a visitare-vivere la città silenziosa dei negozi chiusi e del degrado?? se vivessimo solo di regole saremmo dei robot, bisogna interpretarle ed adattarsi, il centro di una città perchè si chiama centro?? perchè è appunto un punto di ritrovo, di attività, di persone che passeggiano e parlano e occupano spazi pubblici…è dall’antica grecia che è cosi!

  • Giovanni Bigazzi

    Associazioni e pagine facebook non servono a nulla contro la microcriminalità, cosi come fare affidamento sulle forze dell’ordine. Ci si deve riappropiare degli spazi pubblici. Si devono incentivare le piccole attività economiche. Senza studenti, senza festa in centro Perugia sarebbe una città triste e morta. Se non si ama più la vita da centro storico e si vorrebbero sentire i grilli e le cicale sarebbe meglio cambiare casa

  • Romina

    Purtroppo fare festa, da noi significa…CASINO,
    SPACCIO,FOLLIA,SPACCOTUTTO ecc ecc
    Ovvero,liberarsi dalla repressione quotidiana,un po’ come allo stadio.
    Festeggiate, rispettando anche il prossimo!

  • ac2

    “…tutto e’ stato vano e inascoltato fino a quando non sono cambiati Sindaco e Prefetto e come per magia il Centro Storico si e’ svuotato dalle bande di spacciatori e ora camminare da C.so Garibaldi a Via della Viola e’ un’esperienza normale e non piu’ un film di terrore.”
    Ah Ah Ah….e poi come continua? arriva il principe azzurro o sbarcano i marziani?

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