giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:18
12 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:58

Venerdì sciopero e mobilitazione dei metalmeccanici umbri: «Sul contratto grave stallo»

Gli operai terranno anche un presidio nell'area industriale di Madonna del Moro, sindacati: «Proposta di Federmeccanica e Assistal sul salario non riconosce alcun aumento»

Venerdì sciopero e mobilitazione dei metalmeccanici umbri: «Sul contratto grave stallo»
La conferenza stampa dei sindacati

Venerdì i metalmeccanici umbri, così come gli altri colleghi nel resto del paese, incroceranno le braccia per quattro ore. Lo sciopero, presentato martedì nel corso di una conferenza stampa da parte di Fim, Fiom e Uilm di Perugia, è stato indetto a proposito del rinnovo del contratto di categoria. Le quattro ore di sciopero, il blocco degli straordinari e della flessibilità saranno accompagnati da un presidio, dalle 12 alle 13, nella zona industriale di Madonna del Moro, a Umbertide, luogo che è stato scelto dai sindacati in quanto vede impegnati tra i 600 e i 700 lavoratori per l’indotto diretto garantito da Fiat. «La trattativa sul rinnovo del contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici sta registrando un grave stallo a causa della rigidità di Federmeccanica e Assistal su diversi punti rilevanti – hanno spiegato il segretario generale regionale Fim Cisl Umbria Adolfo Pierotti, quello provinciale della Fiom di Perugia Maurizio Maurizi e quello della Uilm Uil di Perugia Daniele Brizi- e per questo si rende sempre più urgente un coinvolgimento del livello confederale nella trattativa e di un intervento più incisivo da parte della politica e delle istituzioni».

La conferenza stampa La mobilitazione, come sottolineato dai sindacati, riguarderà circa 10 mila lavoratori di 300 aziende, senza dimenticare le più piccole dove il sindacato non c’è. Fim, Fiom e Uilm nell’incontro con la stampa hanno ribadito la volontà di sottoscrivere un contratto in grado di rinnovare qualitativamente le relazioni industriali, migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’occupazione, far ripartire gli investimenti e avviare una nuova politica industriale. «La proposta formulata da Federmeccanica e Assistal sul salario – hanno detto – non riconosce al 95 per cento dei lavoratori alcun aumento, rendendo così residuale il contratto nazionale». In questo modo Fim, Fiom e Uilm confermano la volontà di mantenere un sistema basato su due livelli: da una parte il ruolo generale del contratto collettivo nazionale di lavoro sulle normative e sulla tutela del potere d’acquisto del salario, dall’altra dove possibile l’estensione della contrattazione di secondo livello aziendale e territoriale.

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