sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 08:59
24 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:46

Vandali al Rione Badia a Foligno: rubate scatole di vino, birra e attrezzature

Danni per circa 5 mila euro: poi imbrattati i muri della taverna e forzate le porte. «Fa male a tutta la Quintana»

Vandali al Rione Badia a Foligno: rubate scatole di vino, birra e attrezzature

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Nella notte tra sabato e domenica ignoti si sono introdotti all’interno dei locali della ‘Taverna del Centurione’ del Rione Badia.

LE IMMAGINI DEI DANNI

I fatti Gli autori  hanno forzato la porta dell’ingresso che si affaccia su via Gentile da Foligno (zona vecchio ospedale) e una volta all’interno hanno fatto razzia di quello che sono riusciti a trovare. Cinque cartoni di vino, diverse bottiglie tra birre e liquori, una Playstation e attrezzatura varia: questo il bottino del raid che è stato scoperto nella mattinata di domenica dal priore del Badia, Raoul Baldaccini.

I danni Per compiere il gesto, inoltre, sono state sfondate le porte di accesso ai magazzini del rione. Ancora da quantificare con esattezza il danno economico che si aggirerrebbe, comunque, tra i 5 e i 6mila euro. Sono stati infine imbrattati i muri della taverna con scritte realizzate con bombolette spray. Il priore Baldaccini ha immediatamente denunciato l’accaduto ai carabinieri di Foligno e i militari hanno avviato le indagini per cercare di individuare gli autori del gesto. Già in passato il Rione Badia è stato oggetto di furti e atti vandalici.

Il messaggio «Si tratta di un episodio vergognoso. Un atto gravissimo che vanifica gli sforzi finora fatti dal Badia per il bene della Quintana e per la città – dice Raoul Baldaccini –. Voglio ringraziare il presidente dell’ente giostra Domenico Metelli che si è precipitato in taverna per accertarsi di quanto accaduto e darci il suo sostegno. Cose come questa fanno male a tutti: rovinano una manifestazione bella come la Quintana e anche l’immagine della città di Foligno. Siamo sicuri che le forze dell’ordine faranno luce su questa triste vicenda».

©Riproduzione riservata

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