domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:35
17 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:26

Valnestore, si indaga per disastro ambientale colposo: arsenico e altri metalli nei pozzi

Le motivazioni del sequestro preventivo dei 255 ettari tra Panicale e Piegaro. Il fascicolo per ora resta «contro ignoti»

Valnestore, si indaga per disastro ambientale colposo: arsenico e altri metalli nei pozzi
Il sequestro del Noe in Valnestore

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Indaga per l’ipotesi di reato di disastro ambientale colposo, la procura della Repubblica di Perugia, sulla situazione della Valnestore, dove i carabinieri del Noe hanno sequestrato 255 ettari di terreni tra i comuni di Panicale e Piegaro, a ridosso dell’ex centrale Enel. Il fascicolo, tuttavia, al momento resta «contro ignoti».

FOTOGALLERY: IL SEQUESTRO DELL’AREA

Il sequestro Nelle motivazioni che hanno portato al sequestro – ordinato dai sostituti procuratori Gemma Miliani e Paolo Abbritti e riportato da alcuni quotidiani locali – c’è quella di evitare che «la libera disponibilità dei siti possa aggravare e protrarre le conseguenze dei reati sin qui contestati con grave danno all’ambiente». I valori di alcuni metalli nelle acque, in particolare, preoccupano per le potenziali conseguenze per l’agricoltura o altri usi. Da qui il sequestro preventivo.

Livelli di metalli nei pozzi L’azione muove dalle analisi effettuate dall’Arpa, che hanno rilevato arsenico sopra i livelli di soglia nelle acque sotterranee e anomalie nei valori di radioattività. Si tratta dei rilievi effettuati in tre pozzi. A Tavernette, trovato arsenico a 19,8 microgrammi/litro (soglia di 10), ferro (6432 contro soglia di 200), manganese (903 contro 50). Alla ex centrale solfati (403 contro soglia di 250) e manganese (565 contro 50). Oltre a un pozzo di un privato, che sarà oggetto di ulteriori controlli sui valori di radioattività.

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