mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:15
21 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:46

Valnestore, Regione stanzia fondi per carotaggi. In aula ok a mozione Pd-M5S: «Ripristinare salubrità»

L'assessore all'ambiente: «Non mischiamo numeri e temi, serve cautela». Giovedì audizione delle associazioni del territorio

Valnestore, Regione stanzia fondi per carotaggi. In aula ok a mozione Pd-M5S: «Ripristinare salubrità»
Gli uomini del Noe in Valnestore (foto F.Troccoli)

«Con una delibera di questa mattina abbiamo deciso che all’interno delle risorse per i Comuni verranno stanziati fondi per i carotaggi». Le parole sono dell’assessore regionale all’ambiente Fernanda Cecchini e i carotaggi sono quelli che verranno fatti nelle aree della Valnestore interessate dall’inchiesta che ha portato nei giorni scorsi al sequestro di 255 ettari di terreno tra Piegaro e Panicale. Cecchini ha parlato del caso martedì in consiglio regionale, dove è stata approvata all’unanimità una mozione del Pd e del M5S. «Non bisogna mischiare numeri, tematiche e zone diverse. Su temi così importanti – ha detto – è giusto dedicare la giusta attenzione. Non bisogna anticipare conclusioni che non ci sono e letture che ancora non sono corredate da pareri. La vicenda della Valnestore appartiene ad un periodo ben individuato, frutto di autorizzazioni e permessi che erano in linea con le leggi di quel tempo». «Le notizie sull’eventuale inquinamento – ha aggiunto – devono essere fornite alla Procura, più che alla politica, che rischia di strumentalizzare la vicenda».

Cecchini Da parte sua Cecchini ha assicurato che «l’assessorato alla sanità ha fatto il proprio lavoro e ci sono le condizioni affinché la magistratura possa dar conto di come stanno le cose. Solo allora potremo decidere quali azioni intraprendere, mentre i sindaci hanno il compito di verificare che i prodotti agricoli della zona siano adatti ad essere commercializzati». Quanto alla mozione di Giacomo Leonelli (Pd) e Andrea Liberati (M5S), in origine due testi diversi affinati poi nel corso della seduta anche grazie al contribuito Claudio Ricci (Rp), con essa si chiede alla giunta «attivarsi presso Arpa e Usl affinché proseguano le indagini sui potenziali rischi per la salute dei cittadini della zona rendendo nota, sia per la Valnestore che per Fabro, i nuovi dati anche di natura epidemiologica». Inoltre si impegna la giunta a «mettere in atto tutte le azioni e i provvedimenti per il ripristino della salubrità dei luoghi e la messa in sicurezza delle aree; avviare una perizia tecnica di parte pubblica, individuando i danni economici cagionati a cose e persone, richiedendo ad Enel i relativi risarcimenti ove fosse accertata una specifica responsabilità; redigere, attraverso le strutture regionali, una carta tematica di sensibilità e rischio ambientale dell’area, per la predisposizione di un piano di messa in sicurezza e bonifica, valorizzazione territoriale, allo scopo di impegnare il Governo alla predisposizione di un programma specifico di interventi».

IL SEQUESTRO DEI 255 ETTARI

Audizione Della vicenda in consiglio regionale si tornerà a parlare giovedì, quando è in programma l’audizione in commissione delle associazioni di un territorio dove tra gli anni ’50 e ’80, come ha ricordato nel corso del dibattito il dem Attilio Solinas, sono state interrate 5 milioni di tonnellate di ceneri «che allora non venivano considerate pericolose. Esse contengono metalli pesanti, idrocarburi e altre sostanze che in concentrazioni elevate possono determinare danni alla salute. Danni che – ha spiegato – andranno accertati in relazione all’insorgenza del cancro, che è determinato da una predisposizione genetica. Prima di dimostrare che un agente ambientale risulta cancerogeno ci vogliono studi sanitari che possono durare anche decenni. Così è avvenuto per l’amianto. Ci vuole molta cautela prima di arrivare a conclusioni azzardate, assegnando una etichetta negativa ad un territorio importante per la nostra regione. Per quello che si è potuto capire da colloqui ufficiosi non si rileva un aumento dell’incidenza del cancro nell’area della Valnestore. Temo strumentalizzazioni mediatiche e politiche sulla vicenda». Marco Squarta (FdI) ha invece sollevato dubbi sulla mozione invitando la politica a trovare i fondi per uno studio epidemiologico approfonditi.

FOTOGALLERY: IL SEQUESTRO DELL’AREA

Il dibattito Dal suo scranno Ricci ha chiesto cautela prima di parlare di «Valle dei fuochi» e ha invitato a pensare a una bonifica e a programmi di valorizzazione della zona «sollecitando anche l’intervento del Governo italiano». «Il tema dell’inquinamento di quelle aree – ha ricordato poi il socialista Silvano Rometti – venne posto 25 anni fa, poi messo da parte, ma oggi dobbiamo evitare che ciò avvenga. Evitiamo però allarmismi facili che non contribuirebbero a risolvere i problemi e a salvaguardare nel contempo i fattori economici di quel territorio». La Lega con Valerio Mancini ha già presentato un esposto alla commissione parlamentare di inchiesta in cui si dà già per scontato il fatto che relativamente ai tumori ci sia in Valnestore «un problema grave». «Arpa e Asl in questi anni – ha detto il consigliere – sembrano non avere operato in maniera perseverante. Ma fare controlli dovrebbe essere nella loro missione. Se non hanno vigilato fino ad ora i responsabili devono andare a casa. C’era un pericolo e forse qualcuno non l’ha visto. Vogliamo chiarezza».

Liberati e Leonelli Nel suo intervento Liberati ha ricordato come il caso sia stato già sollevato molti decenni fa e che nel 1986 «le prime leggi sull’ambiente già esistevano», invitando poi la Regione a «promuovere analisi sanitarie ed economiche per capire quali danni sono stati causati a persone e cose. Una perizia che spetta alle istituzioni e non a chi abita nella Valnestore. Poi dovremo presentare il conto agli inquinatori, come prevede il testo unico sull’ambiente, procedendo alla messa in sicurezza. Anche a Terni, dove mezza città subisce l’impolveramento da metalli pesanti, che contaminano suoli e fiumi, oltre l’aria. Arpa e Asl devono rendere noto tutti i dati ambientali sulla contaminazione della Valnestore quanto della Conca ternana». Commentando l’esito della giornata Leonelli si è detto soddisfatto per l’approvazione della mozione che si occupa di un «tema che è ormai diventato di portata regionale e che rischia, se non sviscerato e risolto, di portare nocumento alla intera comunità regionale. Verranno posti in atto interventi specifici per valutare la salubrità di quelle aree e dare ai cittadini la massima evidenza dei risultati ottenuti, per poi passare alla bonifica e al ripristino di quelle aree».

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