lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:30
26 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:58

Vallo di Nera, restaurato l’affresco di San Giovanni Battista e il fontanile

Intervento finanziato dalla Regione con fondi post sisma per i beni culturali

Vallo di Nera, restaurato l’affresco di San Giovanni Battista e il fontanile

Restaurato l’affresco di San Giovanni Battista e il fontanile. Riconsegna alla comunità di Vallo di Nera l’opera anonima realizzata tra la fine del Cinquecento e gli inizi del Seicento, il piccolo Comune che sabato ha presentato alla cittadinanza l’intervento nell’ambito dei festeggiamenti del patrono.

Restaurato l’affresco di San Giovanni Battista e il fontanile Il restauro è stato sostenuto dalla Regione con fondi destinati al recupero di beni danneggiati dagli eventi sismici. E infatti l’affresco e tutto l’edificio che ospita le fonti presentavano profonde lesioni e fenditure, oltre a uno stato di forte degrado che durava da anni. Il San Giovanni, opera di pittore anonimo, si trova nel Borgo dei Casali davanti alla Chiesa di San Rocco, riparato da una trasanna fatta costruire nel 1680 (come è inciso su una pietra angolare) proprio all’ingresso di Vallo, dove un tempo convergevano tutte le strade d’arrivo. Nella piazzetta si incontrano la Chiesa, il fontanile pubblico, l’antico abbeveratoio con il mascherone che fu trasferito dopo la costruzione del lavatoio, i sedili in pietra. La figura del Santo si staglia in movimento su un paesaggio indefinito, incorniciata da un riquadro di probabile fattura ottocentesca ed è contornata da una elaborata cornice in cotto, che ha gli angoli allargati. In alto si può leggere l’invocazione in latino di pregare per gli abitanti di Vallo di Nera.

Intervento finanziato dalla Regione Dal punto di vista artistico l’affresco e il suo contesto rappresentano un’altra pagina importante della ricca varietà di dipinti devozionali presenti a Vallo di Nera, custoditi sia all’interno delle Chiese sia negli edifici civili. Alla breve cerimonia di inaugurazione del restauro sono intervenuti il parroco don Giuseppe, il sindaco Agnese Benedetti, il funzionario di zona della Soprintendenza, Margherita Romano, il progettista e direttore dei lavori architetto Di Sante, rappresentanti della ditta esecutrice dei lavori,  la Lesa, le restauratrici della Coobec Antonietta Santoni, Antonella Filiani e Anna Maria De Carolis. «Un ringraziamento alla Regione dell’Umbria, alla presidente Catiuscia Marini e ai funzionari preposti – sono state le parole del sindaco Benedetti – per averci permesso la restituzione di beni importanti che completano il recupero dei nostri centri storici, ma anche alla Soprintendenza per la continua attenzione e sostegno e a tutti coloro che hanno profuso la loro opera professionale, compresi gli uffici comunali e gli abitanti che si prodigano collaborando nella cura dei beni privati e pubblici».

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