lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 17:36
16 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:21

«Uscivo dal Comune per la campagna elettorale»: la difesa della dipendente indagata al Trasimeno

Spiega l'avvocato Alessandro Vesi, legale della 53enne accusata di truffa: «Gli spostamenti erano sempre per lavoro, andava con la sua auto e non chiedeva neppure rimborsi di benzina»

«Uscivo dal Comune per la campagna elettorale»: la difesa della dipendente indagata al Trasimeno
L'avvocato Alessandro Vesi

di En.Ber.

«La mia cliente non ha mai abusato del proprio ruolo di dipendente comunale e non ha mai ricevuto denaro per attività non svolta. Tutti gli spostamenti da lei effettuati fuori dall’ufficio erano completamente e strettamente connessi alla sua attività lavorativa». Così l’avvocato Alessandro Vesi, difensore della dipendente comunale di 53enne indagata per truffa dalla Procura di Perugia in seguito agli accertamenti dei vigili del Corpo intercomunale di polizia municipale Trasimeno Nord-Est. Contro la donna non è stato adottato alcun provvedimento né restrittivo né disciplinare.

Al supermarket per lavoro «La mia assistita – dice l’avvocato Vesi – ha sempre svolto regolarmente la propria attività lavorativa. I giorni indicati nel capo d’imputazione sono quelli relativi al periodo di campagna elettorale quando per svolgere attività comunque connesse alle funzioni ad essa attribuite si trovava nella necessità di uscire e rientrare spesso dall’ufficio, anche per recarsi ad acquistare merce presso supermercati, centri commerciali e altri negozi. Usciva e rientrava in ufficio per motivi di lavoro e pertanto non vi era alcuna soluzione di continuità che avrebbe richiesto materialmente la segnalazione. Agli investigatori potrebbe essere sfuggito che nel periodo della campagna elettorale certi acquisti e adempimenti dovevano, per forza di cose, essere effettuati fuori dall’ufficio».

I soldi della benzina «Per svolgere queste incombenze – conclude il legale – non usava neppure la macchina di servizio del Comune ma prendeva direttamente la sua personale, la stessa utilitaria sulla quale è stato installato il rilevatore Gps per monitorarne gli spostamenti. Senza peraltro né richiedere né tanto meno ottenere rimborsi per il carburante».

©Riproduzione riservata

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