mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:26
25 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:33

Uomo scomparso a Terni, arrivano i sommozzatori da Genova: scandagliato il letto del Velino

Proseguono le indagini dei carabinieri: attesa per i risultati scientifici sui reperti biologici

Uomo scomparso a Terni, arrivano i sommozzatori da Genova: scandagliato il letto del Velino
(foto archivio Troccoli)

di Massimo Colonna

E’ arrivato anche il gruppo dei sommozzatori di Genova sulle sponde del Velino per cercare Sandro Bellini. Il nucleo specializzato dei carabinieri da martedì pomeriggio è a Terni e da mercoledì mattina si è messo al lavoro insieme agli uomini del comandante provinciale dei militari dell’Arma, Giovanni Capasso. Intanto gli inquirenti stanno proseguendo nelle indagini per riuscire a ricostruire gli ultimi istanti dell’uomo prima della sparizione, avvenuta martedì della settimana scorsa. La pista più calda resta quella legata alle frequentazioni sentimentali che l’uomo teneva negli ultimi tempi.

Nuovo sopralluogo I carabinieri da mercoledì mattina sono tornati in azione in particolare per scandagliare una nuova parte del fiume Velino, quello nella zona delle Marmore. Finora questo tipo di ricerche non ha portato a risultati, ma il nucleo dei carabinieri di Genova potrà contare su strumenti più sofisticati che permetteranno una ricerca più efficace.

Indagini avanti Intanto è questione di giorni per avere i risultati delle analisi scientifiche effettuate sui reperti che i carabinieri hanno isolato nella macchina di Bellini, ritrovata incendiata proprio nei boschi della zona Marmore. In particolare sono stati presi in esame alcuni reperti biologici: a questo punto i risultati potrebbero fornire nuove indicazioni o comunque permettere ai militari dell’Arma di escludere altre piste. Anche perché al momento tutti i fronti restano formalmente aperti.

Piste calde Anche se ovviamente alcune piste risultano più calde: quella del suicidio o dell’allontanamento volontario perde sempre più corpo, anche perché non sono stati ritrovati scritti o elementi che possano portare a questo tipo di ricostruzione. Inoltre l’operaio ternano conduceva una vita tranquilla, senza situazioni che potevano rappresentare un potenziale pericoloso. Anche per questo scenario gli inquirenti battono la pista sentimentale, tenendo in considerazione le testimonianze che arrivano proprio da questo fronte.

Twitter @tulhaidetto

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