domenica 2 ottobre 2016 - Aggiornato alle 00:17
6 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:12

Università a Terni, ateneo e Regione sul futuro: «Nessuno si nasconde, siamo qui per lavorare»

Al workshop 'L'Italia nello spazio' il rettore Moriconi: «Massimo impegno, qui c'è voglia di fare». E la Marini: «Cinque milioni per dottorati anche industriali, ricerca e master»

Università a Terni, ateneo e Regione sul futuro: «Nessuno si nasconde, siamo qui per lavorare»

«Qui c’è gente che ha voglia di lavorare e andare avanti. Massimo impegno da parte dell’ateneo e anche da parte della Regione». Polo universitario Così il rettore Franco Moriconi e la governatrice dell’Umbria Catiuscia Marini dopo l’allarme lanciato nei giorni scorsi da Terni città universitaria su calo degli iscritti e futuro a rischio proprio per i corsi di Terni.

Polo universitario Il tutto venerdì mattina a Pentima, dove si è parlato dunque anche del futuro dell’università nel corso del workshop L’Italia nello spazio, un’opportunità di sviluppo, a cui hanno preso parte anche il sindaco di Terni, Leopoldo Di Girolamo, Massimo Curini, delegato per il polo di Terni, Federico Rossi, presidente dei corsi di laurea in Ingegneria industriale di Terni, Bruna Bertuccia, responsabile laboratorio Serms e il professor Roberto Battiston, presidente dell’Agenzia spaziale italiana (Asi) ex docente di Terni.

Rettore Moriconi A non tirarsi indietro sulla delicata fase del polo universitario è il rettore Moriconi: «C’è massimo impegno da parte dell’università di Perugia per i corsi di Terni – ha spiegato nel suo intervento – e qui c’è gente che ha voglia di lavorare e andare avanti e noi siamo disposti a proseguire in progetti seri». Una replica di fatto ad alcune uscite dei giorni scorsi, in particolare quelle del Partito democratico di Terni e dell’assessore alla Cultura del Comune Giorgio Armillei che avevano tirato in ballo proprio l’ateneo. Ma sul tema occorre comunque entrare nel merito a stretto giro, nell’ambito di un confronto tra l’ateneo e gli enti coinvolti, mentre al Comune spetta il compito di varare a stretto giro la Fondazione che succederà al Consorzio.

Presidente Marini Intanto, però, neanche la governatrice Marini evita di affrontare la questione, ma anzi rilancia l’impegno della su Terni. «La Regione garantisce da anni il diritto allo studio al 100 per cento e ciò avviene solo in tre regioni italiane – ha detto la presidente – ciò perché attribuiamo un ruolo fondamentale alla presenza universitaria in Umbria ed in questo contesto i rapporti tra Regione e Università sono improntati alla ricerca della più proficua collaborazione con riferimento alle aree di comune interesse. La Regione negli scorsi anni ha collaborato nel supporto alle attività universitaria per l’innovazione finanziando con 2 milioni di euro 17 dottorati di ricerca e 52 assegnisti in discipline coerenti con le traiettorie di sviluppo regionale. Ulteriori 5 milioni di euro sono stati stanziati a valere sulla programmazione 2014-2020 dei fondi strutturali per l’attivazione di dottorati anche industriali, oltre che per assegni di ricerca e master universitari. La Regione quindi c’è e non si nasconde».

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