giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:51
23 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 09:00

Unioni civili, a Perugia richieste di informazioni e a Terni prima prenotazione. Romizi: «Rispetto la legge»

Dopo quanto deciso dal Consiglio di Stato si muovono i comuni, Waguè: «Uffici al lavoro». Arcigay: «Più di 10 coppie si sono rivolte a noi». Di Girolamo: «Pronto a celebrarle»

Unioni civili, a Perugia richieste di informazioni e a Terni prima prenotazione. Romizi: «Rispetto la legge»
La manifestazione dei mesi scorsi a Perugia per i diritti civili (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi e Massimo Colonna

Mentre si prepara a convolare a nozze, le sue, programmate per sabato, il sindaco di Perugia Andrea Romizi sulle unioni civili e sulla possibilità che sia lui a celebrarle non cambia idea rispetto a quanto detto a maggio al Corriere della Sera: «Confermo – spiega a Umbria24 – quanto ho detto a loro. Quello che pensavo l’ho già detto». Insomma, il sindaco spiega che rispetterà quanto previsto dalle normative: «La legge – dice – è la legge. Non è che se ti piace c’è, se non ti piace non c’è». Nel frattempo da Roma venerdì il ministro della giustizia Andrea Orlando ha sottolineato che dopo la decisione del Consiglio di Stato, entro la fine di luglio saranno pronti i decreti attuativi: «Avremmo tempo fino a dicembre – dice -, che è la scadenza ultima, ma eserciterò la mia delega prima della scadenza ed entro la fine di luglio manderò le bozze dei decreti a palazzo Chigi».

I sindaci In attesa dei decreti alcuni sindaci italiani prendono una posizione netta: quello di Firenze Nardella l’8 settembre celebrerà personalmente la prima cerimonia, che riguarda «una coppia di gay fiorentini. Ma visto che sarò qui al lavoro anche ad agosto se vi saranno fiorentini che vorranno celebrare le unioni civili anche ad agosto il Comune è aperto e il sindaco sarà pronto». Via libera anche da Virginio Merola, primo cittadino di Bologna dove le richieste sono già 36: «Celebrerò le unioni civili – dice – nella maniera migliore. Anzi, meglio: le celebrerò esattamente come tutti gli altri matrimoni, nella sala rossa del Comune». Tutto pronto o quasi anche a Milano, con un centinaio di coppie in lista. A Novara invece il sindaco Alessandro Canelli non le celebrerà: «Anche il Consiglio di Stato – spiega – dice che non deve essere per forza il sindaco a farlo, ma basta un ufficiale di stato civile. Del resto è una questione di sensibilità personale».

Il capoluogo E a Perugia? La macchina comunale è in moto e come sottolinea l’assessore che si occupa della materia, Dramane Waguè, «gli uffici stanno predisponendo tutti gli atti dopo la lettera che ci ha inviato la Prefettura». A disposizione, con tutta probabilità, ci saranno le sale che già vengono utilizzate per i matrimoni civili: «Credo ci saranno – osserva Romizi – gli spazi ‘classici’ ma vanno sentiti gli uffici. Questa non è una scelta politica, ci mancherebbe se quest’ultima mettesse bocca su questi aspetti. Gli uffici organizzeranno tutto in modo adeguato e corretto». Uffici comunali ai quali al momento non risultano prenotazioni. Molte sono invece le richieste di informazioni che in questi giorni vengono fatte a Omphalos Arcigay: «Almeno una decina di coppie – spiega a Umbria24 il perugino Stefano Bucaioni, che di Arcigay è vicepresidente nazionale – tra Perugia, Corciano e altri comuni».

Terni Bucaioni a nozze è già convolato, ma a Londra, e ora si batte affinché il suo matrimonio venga trascritto. «Anche se c’è un po’ di incertezza – osserva – finora a proposito delle procedure non abbiamo segnalazioni di particolari problemi. A noi più che altro le coppie chiedono informazioni su cosa fare e come farlo. Il Consiglio di Stato ha chiarito molte cose, c’è una legge pienamente in vigore e i comuni si devono attivare immediatamente per mettersi in regola». Le decisioni dei magistrati avranno effetti a breve anche a Terni: negli uffici del Comune infatti è stata depositata una richiesta da parte di una coppia di donne. E intanto il sindaco Di Girolamo, in merito alla possibilità di esercitare l’obiezione di coscienza da parte degli ufficiali civili, dichiara di essere «disponibile a celebrare l’unione».

Prima richiesta Dunque negli uffici di Palazzo Spada i tecnici stanno portando avanti l’iter avviato dalla richiesta di una coppia di donne che hanno presentato tutti i documenti per richiedere l’accesso a questa nuova possibilità di unione. Per quanto riguarda il primo caso a Palazzo Spada c’è ancora da fissare la data: la prima che era stata definita era quella del 27 agosto, ma, vista l’indisponibilità del sindaco che in quel periodo sarà in ferie, l’appuntamento potrebbe slittare.

Sì del sindaco E proprio il primo cittadino ternano, Leopoldo Di Girolamo, a margine della conferenza stampa organizzata per l’inaugurazione di un nuovo centro di distribuzione di acqua filtrata a Gabelletta, ha dichiarato la sua disponibilità a celebrare il rito. Le nuove disposizioni governative infatti danno la possibilità a una ampia gamma di rappresentanti delle istituzioni di poter prendere parte alla cerimonia, aprendo di fatto all’ipotesi di obiezione di coscienza. «Di sicuro sono disponibile – spiega Di Girolamo – e non eserciterei l’obiezione di coscienza. Nel caso specifico l’unico impedimento potrebbe essere la mia assenza fisica da Terni, ma in quel caso non sarebbe nulla che riguardi la mia volontà specifica sulla questione».

@DanieleBovi
@tulaidetto

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