venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:37
6 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 08:43

Unioncamere: «Timidi segnali di ripresa nel secondo trimestre. Timore per gli effetti del terremoto»

Manufatturiero: cresce sia a livello congiunturale che tendenziale. Commercio: numeri peggiori che nel 2015

Unioncamere: «Timidi segnali di ripresa nel secondo trimestre. Timore per gli effetti del terremoto»

Timidi segnali di ripresa per il manifatturiero anche se tra gli imprenditori intervistati prevale la cautela. Sono le indicazioni principali dell’indagine congiunturale sul secondo trimestre del 2016 realizzata da Unioncamere Umbria su un campione di 279 imprese del settore manifatturiero e 135 del settore commercio. Per il futuro, si attende di vedere come il sistema economico regionale reagirà ai recenti eventi sismici che «avranno ripercussioni in tutto il territorio e in tutti i settori» e «il sistema camerale umbro farà del suo meglio per sostenerli».

Segnali di ripresa «Rispetto al primo trimestre 2016 – ci tiene a precisare il presidente di Unioncamere Umbria Giorgio Mencaroni – ci sono dati sicuramente migliori. Con l’inizio dell’anno si erano messi in discussione i buoni risultati raggiungi nella seconda metà del 2015. Ci sono, invece, segnali di ripresa o quanto meno segni positivi soprattutto a livello congiunturale mentre a livello tendenziale, confrontati quindi con il secondo trimestre 2015, ciò si verifica solo per taluni settori e per taluni indicatori».

INDAGINE CONGIUNTURALE IN PDF

Manifatturiero Un +4,3% è il valore della produzione rispetto al I trimestre 2016 (bene il tessile con +9% e le industrie elettriche ed elettroniche con+8,3%). Produzione con segno più anche nel confronto col II trimetre 2015 con un più contenuto +1,4% (unici valori negativi industrie del legno e del mobile e industrie meccaniche entrambe intorno al -1%). A livello dimensionale unico dato negativo è quello delle imprese da 0 a 9 addetti rispetto al II trimestre 2015 con un -1,4%. Il fatturato è positivo del +4% rispetto al trimestre precedente con l’unico valore negativo delle industrie alimentari che fanno registrare un -0,4%. Rispetto al II trimestre 2015 il valore è -0,3% con maggiori settori interessati dal segno negativo e quindi industrie elettriche ed elettroniche (-7,5%) altre industrie (-3,7%), industrie meccaniche (-2,7%) e industrie del legno (-2,8%). Meglio il fatturato interno (+3,9% su I trimestre 2016 e 0 su II trimestre 2015), mentre il fatturato estero, dopo la battuta di arresto del trimestre scorso (-1,5% e -0,2%) è positivo quanto meno a livello congiunturale del +4,1% mentre a livello tendenziale segna un -1,8%. Gli ordini in totale segnano un +4,3% rispetto al trimestre precedente e un più contenuto ma sempre positivo +0,9% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, con valori positivi sia come ordinativi interni che esteri. Valori positivi complessivamente anche per l’occupazione (+0,7%) nel confronto con il primo trimestre 2016, mentre rimane negativo il confronto con il II trimestre 2015 (-0,5%), eccezion fatta per industrie alimentari (+3%) e industrie meccaniche con +4,4%.

Commercio La situazione relativa al settore del commercio migliora in parte solo in relazione al trimestre precedente mentre segna nei totali tutti segni negativi a livello tendenziale. Il commercio al dettaglio di prodotti alimentari eccezion fatta per un +1% dell’occupazione rispetto al trimestre precedente (e un timido 0,2% del prezzo delle vendite sempre sul II trimestre 2015), registra un andamento delle vendite negativo di -0,4% e di -2,7 % (rispettivamente a livello congiunturale e tendenziale). Negativi anche gli ordinativi ai fornitori (-1,5% su I trimestre 2016 e -1,8% su II trimestre 2015) e l’occupazione (-6,0% sul II trimestre 2016). Il commercio al dettaglio non alimentare segna come unico valore positivo rispetto al II trimestre 2015 un +0,4% del prezzo delle vendite, mentre rispetto al trimestre precedente sono positivi l’andamento delle vendite (+2,1%) e gli ordinativi ai fornitori (1,2%). Per gli ipermercati bene l’occupazione con +1,1% sul trimestre precedente e +2,8% sul II trimestre 2015, con un andamento delle vendite che se positivo sul trimestre precedente +0,6% è di -1,2% sul II trimestre 2015. A livello dimensionale le imprese che soffrono meno sono quelle da 10 a 49 addetti: rispetto al trimestre precedente si registra un +2,8% delle vendite e un +3,8 degli ordinativi (unico dato negativo quello dell’occupazione con -0,8%); rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente le vendite segnano un +1,5%, il prezzo delle vendite un +0,3%, gli ordinativi un +1,8% e l’occupazione un +2,4%.

Previsioni stazionarie Per il trimestre successivo, fa notare Unioncamere, «così come evidenziato anche nelle indagini dei trimestri precedenti, al momento dell’intervista gli imprenditori non sembravano prevedere particolari cambiamenti e le loro risposte sono tutte orientate verso una situazione di sostanziale stazionarietà sia per il settore manifatturiero che per quello del commercio».

Cruscotto statistico L’analisi dei dati congiunturali dimostra che al secondo trimestre del 2016 risultano 1.608 nuove iscrizioni di imprese sul territorio umbro. La variazione delle iscrizioni tra il secondo trimestre 2016 e il secondo trimestre 2015 è crescente, con un aumento del 7,8 su base trimestrale e un incremento del 7% su base semestrale. La tendenza nazionale registra invece solamente un leggero miglioramento incrementando le iscrizioni dello 0,7% su base trimestrale e dello 0,4% su base semestrale. L’elemento stabile delle nuove iscrizioni è però reso superfluo dalla positività delle cancellazioni delle imprese (+17,5%) e dalle entrate in scioglimento (+12%). Il dato è attenuato invece, dalla diminuzione dei fallimenti (-12%). A livello nazionale invece, aumentano sia gli scioglimenti che le cancellazioni, mentre diminuiscono i fallimenti del 7,7%. Il dato negativo di nuove aperture è segnato soprattutto dalla flessione delle imprese straniere (-5,1%), mentre rispecchiano maggiormente il dato regionale complessivo le imprese femminili (+7,8%), anche se in termini assoluti sono le imprese giovanili ad essere le più numerose con 505 nuove iscrizioni. Lo stesso trend è mostrato dalle analisi semestrali. In Umbria l’apertura di nuove unità locali supera in valori assoluti il numero delle chiusure (464 contro 381), anche se la variazione dal secondo trimestre del 2015 rispetto al 2016 supporta parzialmente i valori assoluti, dimostrando che le nuove aperture crescono di circa il 7,8%, anche se si registra, in valori maggiori, un aumento delle chiusure delle unità locali (+10,4%). Le nuove aperture, così come le chiusure delle unità, sono collocate soprattutto nella stessa provincia. Si osserva infine una crescita degli addetti in imprese compresenti. Il primo trimestre del 2016 conta un campione di 52.665 imprese attive. Queste imprese hanno registrato un miglioramento occupazionale (1,8%) notevole se raffrontato con quello osservato a livello nazionale (+2,2%, su un campione di circa 3,3 milioni di imprese). È interessante notare come la crescita occupazionale sia frenata dalla relativa stabilità dell’occupazione tra le imprese con meno di 9 addetti. Al contrario le imprese con più di 250 addetti lasciano registrare un aumento del 3,4% degli addetti rispetto al primo trimestre del 2015.

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