mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:47
15 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:33

Una ‘rete’ per abbattere sprechi e distribuire alimenti, prodotti e farmaci: proposta sbarca in Regione

Ne faranno parte anche la grande distribuzione, la ristorazione collettiva, associazioni di volontariato e assistenza. Ecco come funziona

Una ‘rete’ per abbattere sprechi e distribuire alimenti, prodotti e farmaci: proposta sbarca in Regione

«Mettere a sistema le buone pratiche e comportamenti responsabili che nel tempo si sono sviluppati riguardo alla raccolta delle eccedenze, alimentari e non, e la loro distruzione alle fasce più vulnerabili della popolazione. Azioni che hanno visto coinvolte un numero crescente di istituzioni locali, associazioni di volontariato, terzo settore e imprese di tutta la regione»: è l’ obiettivo di una proposta di legge di iniziativa dei consiglieri regionali Carla Casciari (Pd) e Silvano Rometti (Ser) che intende anche promuovere una serie di interventi volti a consolidare la rete di sussidiarietà e a sensibilizzare i cittadini rispetto ai temi del consumo sostenibile e della riduzione degli sprechi.

La proposta «Con questa proposta di legge – spiegano Casciari e Rometti – intendiamo perseguire a livello regionale le finalità e gli obiettivi di riduzione degli sprechi già individuati dalle normative nazionali ed europee. I principi ispiratori sono quelli propri dell’economia circolare, ovvero quel modello di sviluppo che sostiene il prolungamento del ciclo di vita dei prodotti ponendo l’accento sulla sostenibilità, ambientale, economica ed etica, in tutte le fasi di produzione di un bene fino al suo ultimo utilizzo possibile anche a seguito di recupero e riuso. L’attuazione su scala globale di questo modello consentirebbe di ridurre l’impatto climatico dei prodotti inutilizzati generati nelle diverse fasi del processo di produzione e consentirebbe di ridurre gli sprechi di risorse idriche e di altre risorse naturali limitate».

Le linee di indirizzo «A livello internazionale – aggiungono – il tema del recupero delle eccedenze alimentari ha trovato specifiche linee d’indirizzo in numerosi atti prodotti anche dalla Commissione europea. A dare maggior forza a queste indicazioni, il Comitato delle Regioni, organo consultivo dell’Unione Europea, nel suo parere sugli sprechi alimentari ha ribadito la necessità di fissare obiettivi certi sul tema indicando il 30 per cento di riduzione degli sprechi alimentari entro il 2025 quale obiettivo che la Ue e gli stati membri dovrebbero porsi». «In conformità con quanto espresso anche a livello europeo, il nodo centrale della proposta di legge riguarda proprio la costituzione di reti operative, promosse dai Comuni in forma singola o associata, il cui compito sarà quello di promuovere e sostenere la raccolta dei prodotti alimentari e non, ritirati o rimossi dalla distribuzione primaria ma ancora idonei al consumo, ma anche i pasti non consumati preparati dai servizi di ristorazione collettiva, e i prodotti farmaceutici, per ridistribuirli a fini di solidarietà sociale a favore delle persone che si trovino in situazioni di disagio sociale. Faranno parte della rete anche i soggetti della grande distribuzione organizzata, i servizi di ristorazione collettiva, gli organismi dei terzo settore, le associazioni di volontariato e di assistenza, gli enti caritatevoli, le associazioni di categoria e gli operatori dei settori non alimentari. I soggetti donatori così individuati dovranno però avere almeno una sede operativa in Umbria. Potranno essere oggetto di donazione e successiva ridistribuzione eccedenze alimentari (compresi i prodotti agricoli in campo), prodotti per la casa, mobili ed articoli per l’arredamento, articoli per la pulizia, articoli igienico-sanitari e simili, oggetti per lo sport e il tempo libero, prodotti di cartoleria, libri e giocattoli, compresi i beni confiscati”.

Idee e incentivi Fra gli interventi che saranno sostenuti dalla legge sono inclusi quelli volti a «promuovere progetti innovativi, che riguardino anche lo sviluppo tecnologico nel campo del confezionamento dei prodotti alimentari, al fine di ridurre gli sprechi, sostenere la diffusione sul territorio della vendita di prodotti sfusi e con erogatori alla spina, realizzare campagne di informazione e sensibilizzazione al fine di promuovere modelli di consumo e di acquisto improntati a criteri di solidarietà e di sostenibilità». «Per conseguire le finalità della legge la Regione Umbria – concludono – s’impegna anche ad introdurre dei sistemi di premialità e di contributi per i Comuni che concorreranno alla costituzione delle reti operative; sostenteranno l’insediamento sui propri territori di centri per il riuso s’impegneranno nella riduzione degli sprechi alimentari e dei rifiuti in occasioni di sagre e feste popolari. La nuova norma introdurrà un coefficiente di riduzione della tariffa relativa alla tassa sui rifiuti per coloro che contribuiranno alla realizzazione della strategia regionale ‘rifiuti zero’, un coefficiente che sarà determinato dall’autorità umbra per rifiuti e idrico. Infine la Regione Umbria e gli enti locali, inclusi i rispettivi enti strumentali, nelle procedure per l’affidamento dei contratti di concessione e degli appalti pubblici nei settori della ristorazione collettiva e della fornitura di derrate alimentari sono tenuti a prevedere nel bando di gara, avviso pubblico o nell’invito, criteri di premialità per la valutazione dell’offerta in relazione alle attività di recupero e donazione di bene alimentari non somministrati, oltre che rispettare i criteri ambientali minimi così come previsto dal nuovo codice degli appalti».

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