venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:21
20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:59

«Un grande appello di pace»: i capi delle religioni del mondo tornano ad Assisi

Dal 18 al 20 settembre l'incontro di rilevanza planetaria a 30 anni dallo 'Spirito di Assisi'. Presenti Zygmunt Bauman e il patriarca Bartolomeo I

«Un grande appello di pace»: i capi delle religioni del mondo tornano ad Assisi
La conferenza stampa di presentazione

di Elisa Marioni

A trent’anni dalla storica Preghiera per la Pace convocata da papa Giovanni Paolo Secondo, Assisi sarà ancora teatro di una grande occasione di confronto tra le religioni di tutto il mondo. Dal 18 al 20 settembre si terrà la tre giorni dal nome “Sete di pace”, promossa dalla Comunità di Sant’Egidio, la Diocesi e le Famiglie Francescane di Assisi, che vedrà la partecipazione di centinaia di capi religiosi. Un incontro all’insegna del dialogo interreligioso che, a detta degli organizzatori, non sarà solo un modo per ricordare il trentennale dalla preghiera che ha fatto la storia, ma anche un modo per dar voce a tutti coloro che oggi lavorano per la pace. Perché adesso, in un momento storico segnato da guerre e violenza, «ce n’è più bisogno che allora».

Spirito di pace – «La guerra è la madre di ogni povertà». Parte da qui Marco Impagliazzo, presidente della Comunità di Sant’Egidio, per spiegare lo spirito dell’evento: «Noi ci siamo fatti interpreti dei poveri e dei sofferenti, di tutte le vittime di quella che Papa Francesco ha definito la terza guerra mondiale a pezzi». È per dar voce a loro che nasce l’incontro tra i leader delle religioni, un mezzo per gridare che il mondo ha bisogno di pace. Ma attenzione particolare meriterà ovviamente l’incontro con i capi del mondo islamico. «L’Islam non è il problema ma ha un problema – sottolinea Impagliazzo – perché all’interno di questo mondo sono nati predicatori dell’odio, chiederemo ai suoi rappresentanti di essere sempre più netti nel rifiuto della violenza e del terrorismo. I fedeli islamici sono le prime vittime, non dimentichiamo la sofferenza di chi è lontano da noi, come i 300 fratelli morti a Bagdad nel recente attentato».

Gli ospiti Sono già più di 400 le adesioni tra leader religiosi, personalità politiche, culturali ed istituzionali. Tra questi spiccano due nomi: il sociologo e filosofo inglese Zygmunt Bauman e il patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo I, a cui verrà conferita la laurea honoris causa in Relazioni internazionali e risoluzione dei conflitti. Ma ci saranno anche molti rappresentanti del mondo musulmano, sia asiatico che arabo e di quello ebraico, l’arcivescovo di Canterbury (massima autorità della chiesa anglicana), pastori delle chiese evangeliche e la Chiesa di Etiopia in rappresentanza dell’antico cristianesimo africano. Molti capi di stato sono ancora in attesa di conferma, mentre è certa la presenza dei ministri dell’Istruzione Stefania Giannini e della Giustizia Andrea Orlando.

Il programma – Nella giornata d’apertura, domenica 18 settembre, si terrà la celebrazione eucaristica nella basilica di San Francesco, alla presenza dei rappresentanti ecumenici, mentre nel pomeriggio, al teatro Lyrick, i partecipanti si riuniranno per l’assemblea plenaria di inaugurazione. Nei due giorni seguenti sarà dato spazio, invece, ai vari temi emergenti legati al tema del dialogo interreligioso e della pace, dall’ecologia al ruolo dell’Unione Europea e la lotta al terrorismo. Moltissime le tavole rotonde, alle quali si potrà accedere liberamente. “Sete di pace” si chiuderà martedì 20 con una processione per la pace e la firma di un appello simbolico che sarà proclamato durante la cerimonia finale in piazza.

L’organizzazione Quanto alle spese per ospitare ad Assisi più di 400 personalità da tutto il mondo, Marco Impagliazzo assicura che la Comunità di Sant’Egidio ha cercato di ridurle all’osso. «Il tutto sarà molto sobrio, abbiamo speso meno di 500mila euro – precisa – grazie soprattutto all’aiuto di centinaia di volontari della Comunità». Poi c’è la questione sicurezza, non trascurabile, ma la città di Assisi giura che non si troverà impreparata. «Sappiamo di avere una grande responsabilità in un contesto storico di violenza e terrore – dichiara il sindaco Stefania Proietti – ma l’entusiasmo non si ferma». Sia per la visita di Papa Francesco del 4 agosto che per l’incontro internazionale di settembre, «lo spirito di Assisi diventerà faro di un nuovo umanesimo, contro la globalizzazione dell’indifferenza». Nessun incubo sicurezza, dunque: «il protocollo è già collaudato e sarà lo stesso che verrà attuato per la visita del papa».

 

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  • Marta Ferreto

    dai lanciate questo grido di PACE e SICUREZZA!!!

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