giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 12:08
29 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:17

Un corto di un giovane perugino alla Mostra del cinema di Venezia

Giovanni Fumu tratta in 'Good News' il tema del sesso tra adolescenti in Corea: «È stato difficile formare il cast, l'argomento è ancora tabù»

Un corto di un giovane perugino alla Mostra del cinema di Venezia
Giovanni Fumu

È stata selezionato anche un cortometraggio di un regista perugino per la prossima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, giunta alla 73esima edizione, in programma dal 31 agosto al 10 settembre. Si tratta di un’opera firmata da Giovanni Fumu, dal titolo Good News, inserita nella sezione Orizzonti, concorso internazionale dedicato a film rappresentativi di nuove tendenze estetiche ed espressive.

Chi è il regista Fumu, secondo genito del consigliere di Cassazione Giacomo Fumu, si è formato al Dams di Bologna e alla Sorbona di Parigi. Prima di questo importante riconoscimento, ha diretto cortometraggi realizzati tra Europa, Asia e Stati Uniti, oltre a spot pubblicitari commissionati da importanti agenzie di comunicazione. Attualmente ha fissato a Seul la sua base di lavoro e il film che sarà proiettato a Venezia è incentrato proprio su un tema particolarmente dibattuto in Corea, quello della sessualità tra gli adolescenti.

Sesso tra adolescenti «Durante il processo di casting, abbiamo avuto diversi problemi per visionare potenziali attori legati al tema trattato – dice il giovane regista, che continua a fare la spola con Perugia, dove vive la sua famiglia -: i genitori non permettevano ai loro figli neppure di leggere la sceneggiatura, ed anche da questo, d’accordo con la produzione, abbiamo capito che dovevamo insistere. Dopo mesi di provini sono stati individuati Eun e Soonwoo, i due attori principali, entrambi diciassettenni e alla prima vera esperienza di recitazione. Si sono subito calati nei personaggi che dovevano interpretare, ed anche le loro famiglie hanno aderito alla realizzazione del progetto».

Tabù sociale Il cortometraggio, di cui molto hanno parlato i media coreani, è stato girato in buona parte in una periferia di Seul, in un motel a ore, dove una coppia di adolescenti è consapevole di affrontare un’importante decisione che potrebbe cambiare per sempre la loro vita. «L’idea del film – aggiunge Fumu – è partita dal fatto che il sesso tra adolescenti in Corea rappresenta un grosso tabù sociale e l’educazione sessuale da parte di famiglia e scuola è praticamente inesistente. Questo espone i ragazzi inconsapevoli a gravidanze indesiderate che spesso sfociano in aborto, pratica tra l’altro tuttora ufficialmente illegale in Corea, ma comunque di gran lunga praticato».

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