lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 09:01
30 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:02

«Un centro di preghiera per islamici a Umbertide». Il sindaco Locchi: ci sono quasi tremila stranieri

All'assemblea si è parlato del tema caldo sul percorso di integrazione e della realizzazione del nuovo centro culturale che presto sarà realtà. Dopo l'incendio al cartello i lavori vanno spediti

«Un centro di preghiera per islamici a Umbertide». Il sindaco Locchi: ci sono quasi tremila stranieri
L'assemblea ad Umbertide

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di Barbara Maccari

Si è svolta venerdì sera presso il centro culturale San Francesco l’iniziativa pubblica organizzata dall’amministrazione comunale dal titolo «Il percorso di integrazione ad Umbertide. Incontro informativo sulla realizzazione del nuovo centro culturale islamico». Un’assemblea molto partecipata, in cui si è provato a fare chiarezza su un tema molto discusso in città.

VIDEO: L’ASSEMBLEA

I numeri ad Umbertide Seconda assemblea, la prima era stata organizzata da Umbertide Cambia, sul nuovo centro culturale islamico di Umbertide. L’incontro si è aperto con l’intervento del sindaco Marco Locchi che ha ricostruito le tappe che hanno portato alla vendita del lotto in cui sorgerà la nuova struttura, rimarcando la totale trasparenza dell’operazione. Il primo cittadino ha poi fornito alcuni numeri in merito alla presenza di stranieri sul territorio umbertidese: «Nel 2001 i cittadini Ue presenti ad Umbertide erano 178, nel 2015 erano 687, sempre negli stessi anni quelli extra Ue prima erano 865, poi 2018. Questo significa che nella nostra città ci sono 2700 persone che vengono da fuori. La comunità islamica è cresciuta molto negli anni e necessita di una struttura adeguata in cui pregare e svolgere le proprie attività».

Lavori procedono spediti Un’assemblea con toni meno infuocati della precedente, in cui si è cercato di dialogare e spiegare le ragioni di entrambe le parti. Una cosa è certa: il centro culturale (non moschea visto che nel nostro paese c’è un deficit normativo per cui una definizione giuridica non esiste, ndr ) sarà presto realtà. I lavori al cantiere procedono spediti, dopo l’incidente del piccolo incendio al cartello di inizio attività, tutto è filato liscio.

Fondi ed attività Negli interventi di Franca, Enzo, e degli altri cittadini che hanno partecipato all’assemblea due sono le problematiche emerse: la gente si chiede dove e come sono stati trovati i fondi per realizzare un’opera così importante, e che tipo di attività sarà svolta all’interno (qualcuno parla anche della realizzazione in futuro di un minareto). Sullo sfondo rimane l’errore dell’amministrazione comunale, a detta di molti umbertidesi, sulla gestione della vicenda. Al sindaco e alla sua giunta si imputa la mancanza di trasparenza nella gestione della questione: «Siamo stati informati a cose fatte, quando già era partito il cantiere, occorreva informare e preparare la popolazione con degli incontri nel corso degli anni».

Autofinanziamento All’incontro hanno partecipato anche l’Imam di Umbertide Chafiq El Oquayly, di origine marocchina ed il professor Massimo Cozzolino, segretario generale della Confederazione islamica italiana, che hanno provato a fare chiarezza su alcune domande poste dalla platea: «Per la costruzione di questo nuovo centro islamico non sono arrivati soldi dall’estero, tanto meno dall’Arabia Saudita, è stato fatto tutto in modo trasparente e con una politica di autofinanziamento, in questi trenta anni abbiamo raccolto delle donazioni spontanee da parte dei fedeli. Il Centro sarà un luogo aperto alla comunità umbertidese e stiamo lavorando ad una sorta di ‘carta’ che regoli i rapporti tra centro culturale ed amministrazione comunale, ci saranno tante altre attività aperte a tutti. Quello che vogliamo rimarcare è il rispetto delle norme costituzionali, tutto deve avvenire alla luce del sole. L’Islam a cui ci ispiriamo non ha radici nel modello dell’Arabia Saudita, piuttosto in quello del Marocco, esempio di integrazione e convivenza pacifica».

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