martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:38
2 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 11:21

Umbricellum, 10 mila firme in quattro mesi per ottenere il referendum: lanciata la campagna

Iniziativa del Comitato per la democrazia che vuole anche a una legge di iniziativa popolare. Per ottenere la consultazione si punta pure su alcuni consigli comunali

Umbricellum, 10 mila firme in quattro mesi per ottenere il referendum: lanciata la campagna
I membri del Comitato

di Dan. Bo.

Almeno diecimila firme entro la fine di giugno e non meno di tremila entro ottobre. Il Comitato per la democrazia in Umbria, che da mesi si batte contro l’ormai famigerato Umbricellum, ossia contro la legge elettorale regionale approvata poco prima del voto dello scorso anno, ha presentato lunedì la campagna di raccolta firme per dare vita a un referendum abrogativo parziale e per presentare una legge di iniziativa popolare che porti all’eliminazione di quelli che vengono giudicati «gli aspetti incostituzionali» della legge. A tenere la conferenza stampa il portavoce del Comitato Michele Guaitini, la deputata Adriana Galgano (gruppo Scelta Civica), gli onorevoli Filippo Gallinella e Tiziana Ciprini (M5S), i consiglieri regionali Andrea Liberati e Maria Grazia Carbonari (M5S), Luigino Ciotti (Sinistra Anticapitalista) e gli avvocati Michele Ricciardi e Giuseppe Pennino. Una mossa, quella della raccolta firme, che arriva dopo il ricorso al Tribunale di Perugia, che però dopo l’intervento dela Regione ha passato la palla alla Cassazione, con tempi che inevitabilmente si allungano («la Regione – è stato ribadito lunedì – si difende non nel processo ma dal processo»).

La carta dei Comuni Il Comitato però, al di là dei banchetti di raccolta firme ai quali darà vita (su sito www.stopumbricellum .it sono presenti tutte le informazioni), ha in tasca anche un’altra carta da giocare, ovvero quella dei consigli comunali. A chiedere il referendum infatti può essere anche un gruppo di consigli purché rappresentativo di almeno un quinto della popolazione regionale (in aula per dare il via libera all’operazione serve una maggioranza di due terzi). L’obbiettivo esplicito è quello di puntare su Perugia, che da sola rappresenta una grande fetta della popolazione richiesta, e qualche altro comune. «Facciamo appello anche a loro – dicono dal Comitato – e vediamo chi ci sta e chi no».

Premi e norme I punti sui quali si concentreranno il referendum e la legge di iniziativa popolare sono ormai noti: abolizione del premio di maggioranza del 62 per cento (12 seggi più quello del presidente su 21 totali) alla lista o coalizione vincitrice senza bisogno di ottenere una soglia minima per conseguirlo e senza ballottaggio; del cosiddetto premio di minoranza pari a un seggio riservato al candidato presidente che arriva secondo; della norma «salva cespugli», ovvero quella che permette l’assegnazione di seggi a favore delle liste che ottengono almeno il 2,5 per cento, ma solo se all’interno della coalizione vincitrice; infine, si chiede la cancellazione del riparto dei seggi del Consiglio in base ai voti conseguiti dai candidati presidenti anziché ai voti conseguiti dalle liste o coalizioni.

L’appello «Questi – hanno detto Gallinella e Ciprini – sono gli unici strumenti attraverso cui le persone possono esprimere la loro volontà». «Abbiamo ricevuto dalle generazioni passate – ha detto invece Galgano – il grande dono della democrazia e dobbiamo quindi moltiplicare gli sforzi per cercare di conservarla al meglio e per donarla a nostra volta alle generazioni future. L’appello quindi rivolto a tutti i cittadini è quello di firmare e aiutarci nella raccolta». «L’Umbricellum – ha aggiunto Ciotti – è solo l’ultimo passo di un lungo processo che vede, chi ricopre il potere, confezionarsi le regole su misura per massimizzare il proprio controllo sulle istituzioni». In chiusura Guaitini ha voluto ringraziare l’ex consigliere regionale Oliviero Dottorini che nella passata legislatura ha sposato la battaglia dei Radicali, raccogliendo l’adesione di altri consiglieri per invocare l’intervento della Commissione di garanzia statutaria, così da obbligare il Consiglio a modificare la legge che regola i referendum regionali che di fatto erano resi impossibili.

Arriva Boschi Di un altro referendum, quello di ottobre sulla riforma costituzionale, parla invece il segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli, secondo il quale «Anche in Umbria il Pd farà la sua parte per dare voce a chi non dice sempre no: ci impegneremo da subito promuovendo la nascita dei comitati per il Sì alla riforma costituzionale in tutti i territori, coinvolgendo militanti e cittadini in una sfida essenziale per un Paese che vuole cambiare». Per venerdì alle 18 è atteso l’arrivo, al teatro Pavone di Perugia, del ministro Maria Elena Boschi che darà man forte a coloro che sono schierati con il Sì. «Con la riforma della carta costituzionale – conclude il segretario – la politica dà un segnale importante nel segno della semplificazione e della trasparenza, per un’Italia che vuole guardare con coraggio alla sfida del futuro. Fino a ottobre, dunque, saremo i protagonisti di una grande campagna porta a porta per chiedere agli umbri di aiutarci a cambiare il Paese».

Twitter @DanieleBovi

©Riproduzione riservata

COMMENTA LA NOTIZIA

Attezione!

Per commentare puoi loggarti con l'account social che preferisci, facebook, twitter, google plus, oppure creare un nuovo account sulla piattaforma disqus.
Leggi la guida su come inserire un commento ed interagire con la community.

// CONDIZIONI GENERALI DI UTILIZZO

Condividi

banner 300x250
banner 300x250
banner 300x250