sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 20:54
16 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:02

Umbria, voucher +44% nei primi cinque mesi: «Piano del lavoro per uscire da declino»

Ciavaglia della Cgil riapre il confronto con categorie e istituzioni per individuare strategie

Umbria, voucher +44% nei primi cinque mesi: «Piano del lavoro per uscire da declino»
Filippo Ciavaglia

«Nei primi cinque mesi del 2015 si è registrato un aumento dell’uso dei voucher pari al 44 per cento, rispetto allo stesso periodo del 2015». Questo uno dei dati che segnano il mercato del lavoro dell’Umbria messo sul tavolo dal segretario provinciale della Cgil Perugia, Filippo Ciavaglia, che annuncia: «Da settembre si aprirà uno scenario che chiamerà tutti soggetti a fare la loro parte, noi come Cgil vogliamo e saremo protagonisti nel sensibilizzare, proporre e discutere rispetto alle strategie che occorrono per uscire dal declino. Per questo riproponiamo il piano del lavoro con articolazione territoriale».

«Piano del lavoro per uscire da declino» Ciavaglia sottolinea come le difficoltà per il territorio della provincia di Perugia e per tutta l’Umbria siano ancora evidenti: «Abbiamo una regione la cui popolazione è in diminuzione (meno 4 mila secondo l’Istat) e questo è un segnale indubbio di difficoltà, che si aggiunge ad un progressivo innalzamento degli over 65 (circa il 23 per cento ). I centri storici e la montagna hanno subito e stanno subendo un processo di spopolamento che va contrastato con una strumentazione e una progettazione adeguata (progetto zone interne). C’è un calo fortissimo degli investimenti (-32 per cento) e del peso della manifattura – prosegue Ciavaglia – che si riproduce sul Pil, e che non è controbilanciato dall’aumento, pur importante, del settore turismo-ambiente-cultura (+8 per cento)».

Voucher +44% nei primi cinque mesi E intanto, aumenta in maniera esponenziale la precarietà del lavoro: «Abbiamo un aumento vertiginoso nell’utilizzo dei voucher – sottolinea ancora Ciavaglia – quasi un milione di buoni venduti nei primi 5 mesi del 2016, con un aumento del 44% sul 2015, superiore alla media nazionale. Ma il nostro territorio – continua il segretario – è anche caratterizzato da eccellenze, le quali debbono fare da traino per la creazione di Pil e di buona occupazione. Per questo, riteniamo fondamentale condividere con il livello istituzionale e politico le scelte che dovranno essere fatte sull’utilizzo delle risorse a disposizione, in modo particolare dei fondi strutturali europei (circa 1.500 milioni di euro). Soltanto una piena condivisione e una sinergia fra tutti soggetti– continua Ciavaglia – potrà infatti determinarne i risultati che tutti auspichiamo per il nostro territorio». Da parte sua la Cgil ritiene necessaria un’analisi puntuale della situazione dei singoli territori regionali e per questo si prepara a presentare delle «piattaforme territoriali», «perché solo dal protagonismo dei territori – insiste Ciavaglia – può e deve venire una nuova fase che ci consenta di invertire la tendenza rispetto alla lunga notte della crisi che stiamo attraversando».

 

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  • Romina

    Questa inutile casta politica,comprese tutte le altre caste parassite statali,se non si abbassano lo stipendio e le loro vergognose pensione d’oro (non meritate,tra l’altro )…ai voglia a fare bei discorsi e piani del lavoro.
    La fine è certa

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