venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:19
19 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:42

Umbria set ideale per fiction e cinema, la Regione si organizza: nasce la Film commission

Scommessa da 80 mila euro in un anno per attrarre produzioni e accelerare su promozione turistica, c'è l'avviso. Paparelli: «Così sosteniamo processo stabile e virtuoso»

Umbria set ideale per fiction e cinema, la Regione si organizza: nasce la Film commission
Belen a Spoleto (foto Preziotti)

La Regione mette sul tavolo 80 mila euro per attrarre in Umbria delle produzioni cinematografiche e televisive. Dopo aver ospitato le riprese di Don Matteo, del film su San Francesco e di quello su Nino Manfredi, Palazzo Donini preme l’acceleratore con l’istituzione della Film commission che supporterà gli uffici del servizio Turismo, col compito di creare tutte le condizioni affinché l’Umbria venga scelta dalle case di produzione come set ideale per le riprese di film e fiction. L’obiettivo è ovviamente promuovere il patrimonio storico e naturale della regione, puntando sul piccolo e magari anche grande schermo.

In mostra l’Umbria tra cinema e fiction

Attrarre produzioni tv e cinematografiche In questo senso, venerdì mattina il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, ha reso nota la pubblicazione dell’avviso finalizzato, per ora, alla raccolta delle manifestazioni di interesse da parte di privati in grado di garantire «almeno tre produzioni cine-audiovisive ogni anno, di particolare interesse promozionale», oltre a tutta la serie di attività previste dalla Film commission. Si va dall’accoglienza alla ricerca delle location più adeguate, passando per l’assistenza durante le riprese e la predisposizione di una banca dati con foto e video. Dovrà essere assicurato il site service per agevolare l’ospitalità e la sistemazione logistica di troupe e cast, mentre il futuro affidatario dovrà anche impegnarsi per facilitare le procedure amministrative e contatti con le istituzioni locali.

Regione preme acceleratore Prevista l’organizzazione di anteprime regionali e presentazioni in festival e rassegne internazionali, nazionali e regionali, oltre alla gestione di un sito web dedicato, una banca dati degli operatori del settore in Umbria, la formazione e l’aggiornamento degli operatori della filiera, una production guide con i contatti con professionalità locali e società di servizi. I privati interessati a partecipare alla procedura, che con l’avviso per le manifestazione d’interesse compie il primo passo, dovranno rispondere all’avvio entro il 19 settembre, dopodiché la Regione stilerà l’elenco e indirà una procedura negoziata coi soggetti che si erano precedentemente fatti avanti. I criteri di valutazione delle proposte prevedono l’assegnazione di 20 punti su 100 per l’offerta economica, mentre i restanti saranno valutati in base alla proposta tecnica presentata.

Borghi e colline umbri sono set ideale «L’Umbria – afferma Paparelli in un comunicato – si è già da tempo proposta sulla scena nazionale e internazionale come set ideale per film e serie televisive di grande successo, che hanno contribuito in maniera considerevole alla sua promozione. Basti pensare al successo e al ritorno in termini di flussi turistici della fiction ‘Don Matteo’ (girato prima a Gubbio e ora a Spoleto, ndr), alla sua decima serie. Con questo atto intendiamo promuovere e sostenere un processo stabile e virtuoso di attrazione di produzioni cinematografiche e televisive con l’obiettivo di diffondere sempre più e sempre meglio l’immagine dell’Umbria anche e come opportunità di crescita culturale ed economica».

Leonelli Il consigliere regionale Giacomo Leonelli (Pd) esprime soddisfazione per la pubblicazione del bando: «Prosegue serrato – dice il segretario regionale del partito – l’iter per portare a compimento una mia proposta che è un risultato fortemente voluto e una grande opportunità per l’Umbria». Bando che fra le altre cose pone «paletti stringenti quali quello di impegnarsi ad attrarre in Umbria almeno tre produzioni cine-audiovisive di particolare interesse promozionale ogni anno». «Inseriremo in tal modo – aggiunge – un ulteriore tassello nel mosaico complessivo che il Partito democratico sta cercando di mettere sul tappeto per far ripartire la nostra regione, attraverso la valorizzazione del suo brand, del suo territorio e delle sue eccellenze produttive. La via indicata dal bando, poi, rappresenta il primo passo per giungere a quella forma giuridica della ‘Fondazione di partecipazione’ che permette, come indicano esperienze di successo sperimentate da altre regioni, di mettere in campo interessanti forme di partnership tra Regione, enti locali e privati, attirando investimenti e razionalizzando le risorse».

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