venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:38
5 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:47

Umbria, processi alla giustizia più sbagliata d’Italia; gli errori dei magistrati costano mille euro al giorno

Le ingiuste detenzioni ammontano a 328 mila euro. Nei primi tre mesi del 2016 la Corte d'appello di Perugia ha liquidato 3,5 milioni a imputati innocenti condannati nel Lazio

Umbria, processi alla giustizia più sbagliata d’Italia; gli errori dei magistrati costano mille euro al giorno

di Enzo Beretta

In Umbria viene risarcito il carcere per errore come in nessun’altra regione d’Italia. I numeri del ministero della Giustizia non lasciano scampo: nel primo trimestre del 2016 gli errori giudiziari liquidati dalla Corte d’appello di Perugia ammontano a 3.493.342 euro. Valore netto 3.493.330. Poco meno di 3,5 milioni di euro per sei ordinanze. E’ un numero incredibile che riguarda sentenze sbagliate provenienti dalla Capitale e giudicate per competenza territoriale dal distretto umbro. Nella nostra regione la giustizia sbagliata, invece, costa quasi mille euro al giorno: nove fascicoli, nel 2015, ci sono costati 328.529 euro. Come a Cagliari (323 mila), meno che a Torino (499 mila), la metà di Firenze (670 mila).

Maglia nera Tra errori giudiziari e ingiuste detenzioni dal 1° gennaio al 31 marzo 2016 l’Italia ha speso poco più di 15 milioni di euro. In questo dannato calcolo la Corte d’appello di Perugia è in testa alla classifica ed incide per il 22,7 per cento. Quasi il triplo rispetto a Catanzaro (1,4 milioni di euro, 47 ingiuste detenzioni), più del doppio di Napoli (1,6 milioni, 81).

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Cento volte ingiustizia «C’è una considerazione importante da fare – spiega il giornalista Valentino Maimone, autore del libro ‘Cento volte ingiustizia. Innocenti in manette’ (ed. Mursia) e fondatore del sito internet Errorigiudiziari.com, il primo archivio online di casi di innocenti finiti in carcere per sbaglio -: gli errori giudiziari tengono conto delle sentenze definitive che vengono ribaltate grazie ai processi di revisione mentre l’ingiusta detenzione riguarda le assoluzioni e le custodie cautelari indebite oppure più lunghe del dovuto. La legge sulla privacy proibisce la diffusione dei dati personali degli ex detenuti che ottengono il risarcimento». Quindi: le ingiuste detenzioni vengono liquidate in casa, per gli errori giudiziari invece interviene l’articolo 11 del Codice di procedura penale e i fascicoli sono targati Roma.

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Sentenze sbagliate Sempre secondo i dati ufficiali, messi a disposizione dall’associazione culturale Articolo 643, nove ingiuste detenzioni a Perugia nel 2015 sono costate 328 mila euro. Sono questi gli errori dei nostri magistrati. 328.513 euro, quasi mille euro al giorno. Lungaggini e manette facili nascondono un lato oscuro del sistema. Secondo una recente inchiesta di Andrea Malaguti pubblicata sul quotidiano La Stampa ogni anno in Italia settemila persone vengono arrestate e poi giudicate innocenti. Dal 1992 il Tesoro ha pagato 630 milioni di euro per indennizzare quasi 25 mila vittime di ingiusta detenzione. Aumentano in maniera vertiginosa anche i risarcimenti per le sentenze sbagliate. Ad Umbria24 l’avvocato Gabriele Magno, presidente di Articolo 643, ha spiegato che «in merito ai risarcimenti per errori giudiziari l’Umbria è tra le poche regioni che più si avvicina ai dati allarmanti del Sud Italia che sul fronte globale impattano fino al triplo rispetto ai distretti del Centro-Nord».

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