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9 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:58

Umbria, nel 2015 perse quasi 400 imprese artigiane: «Fermare l’emorragia»

Di queste circa 340 in provincia di Perugia, appello a governo e istituzioni locali di Casartigiani

Umbria, nel 2015 perse quasi 400 imprese artigiane: «Fermare l’emorragia»
Un falegname

«Diminuiscono le imprese artigiane, governo e istituzioni locali fermino l’emorragia». Questo l’appello di Casartigiani Umbria che interviene a seguito dei dati 2015 della Camera di commercio e dell’Osservatorio sui lavoratori autonomi dell’Inps.

Dati Camera di Commercio Al 31 dicembre scoro le imprese registrate erano 21.948 contro le 22.342 del 2014, ossia 394 in meno (-1,8 per cento sul 2014), dato che seppur di poco è superiore alla media nazionale. Di queste 341 sono state perse a Perugia e 53 a Terni mentre per quanto riguarda la tipologia si tratta perlopiù di società di persone o imprese individuali. Negli ultimi cinque anni il numero delle imprese artigiane registrate in Umbria è calato dell’8% – erano infatti 23.855 – con un saldo negativo di 1.907 unità. Diminuisce il numero di imprese artigiane cessate non d’ufficio nel 2015, 1.747 contro le 1.768 dell’anno precedente, dato tuttavia essenzialmente dovuto alla performance positiva nella provincia di Perugia mentre in quella di Terni il numero sale dalle 410 imprese cessate nel 2014 alle 464 del 2015.

Osservatorio Inps In base agli ultimi dati diffusi dall’Inps a livello nazionale nel 2015 si sono contati 1.781.666 artigiani, (-1,8 per cento sul 2014). Rispetto al picco di iscritti raggiunto nel 2007, si tratta di 192 mila unità in meno. Le donne sono una netta minoranza e ancora meno sono i giovani: solo il 6,4% ha meno di 30 anni. Il 92,0% è rappresentato da titolari, in prevalenza maschi, i quali costituiscono l’82% del totale contro il 18% delle titolari. L’identikit dell’artigiano italiano risponde a quello del lavoratore in proprio sulla quarantina, visto che la classe di età più rappresentata è quella tra i 40 e i 49 anni (32,2%), mentre il 15,0% ha un’età pari o superiore a 60 anni. L’Istituto di previdenza traccia anche una mappa per aree geografiche: il 31,6% delle aziende artigiane è ubicato nel Nord Ovest, il 24,9% nel Nord Est, il 20,8% nel Centro, il 15,2% nel Sud e il 7,5% nelle Isole. La regione più rappresentata è la Lombardia (333.375) mentre in Umbria risultano iscritti 30.788 artigiani.

L’appello di Casartigiani Umbria «Governo e istituzioni locali che cosa stanno facendo per fermare questa emorragia?», si chiede il presidente di Casartigiani Umbria, cavaliere Ivano Emili, commentando i dati e lanciando l’allarme sulle crescenti difficoltà del settore. «Dal Governo ci aspettiamo misure più incisive e stabili per ridurre il costo del lavoro – prosegue – ma possono fare la loro parte anche le istituzioni locali, Regione e Comuni, cominciando a ridurre il costo dei servizi pubblici, ad esempio la tariffa sui rifiuti che grava in maniera eccessiva sugli artigiani, e a rendere più snelle e veloci le procedure autorizzative. Ci attendiamo, infine, un segnale anche dalla Camera di commercio con iniziative concrete che possano contribuire a invertire questa tendenza».

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  • andrea rossi

    L’unico modo per fermare l’emorragia è uscire dall’euro, causa principale dell’infinita
    crisi che ci attanaglia ormai da quasi 10 anni.
    Basta la pazienza è finita!!!…torniamo alla sovranità monetaria per ridare una speranza al paese, ai giovani volenterosi che non riescono più a trovare un lavoro e sono costretti ad emigrare.
    Il nostro futuro dipende dalle scelte coraggiose che sapremo fare oggi…

  • Romina

    oltre che uscire dall’euro…giustissimo!
    far tornare il lavoro in italia invece che delocalizzarlo nei paesi più poveri.

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