mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:50
5 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:14

Umbria: la vendemmia del 2016 è più ‘povera’ ma aumenta l’export delle bottiglie di vino all’estero

Entro dicembre secondo Coldiretti verranno prodotti 700mila ettolitri dalle 11mila aziende. Le esportazioni di vino umbro all’estero hanno sfiorato nel 2015 la quota di 30 milioni di euro

Umbria: la vendemmia del 2016 è più ‘povera’ ma aumenta l’export delle bottiglie di vino all’estero
Un vigneto nell'Orvietano

La vendemmia 2016 in Umbria si attesterà intorno a 700mila ettolitri tra vino e mosto, con un calo dell’8 per cento rispetto all’anno scorso. È quanto afferma la Coldiretti regionale sulla base delle previsioni Ismea. Molto – si apprende in una nota – dipenderà dal mese di settembre, con le condizioni attuali che fanno ben sperare per una annata di buona qualità.

La produzione Le operazioni, causa gli eventi climatici dei mesi scorsi, che hanno condizionato in parte anche la produzione – ricorda Coldiretti – registrano quest’anno un ritardo di circa una settimana. In Umbria, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat, la superficie vitata ammonta circa a 13mila ettari, con oltre 11mila aziende (dimensione media di poco superiore all’ettaro). Le esportazioni di vino umbro all’estero hanno sfiorato nel 2015 la quota di 30 milioni di euro, con un aumento di quasi il 10% in valore nel primo trimestre 2016 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (elaborazioni Coldiretti su dati Istat commercio estero).

Vino di qualità Il settore vitivinicolo rappresenta al meglio la qualità delle produzioni agricole della nostra regione – sottolinea il presidente Coldiretti Umbria Albano Agabiti – che debbono essere sempre più valorizzate, a cominciare da una forte promozione unitaria e integrata sui mercati internazionali. A fronte di un incremento della concorrenza, gli strumenti per competere restano il territorio, l’appeal per il prodotto locale e la qualità. Un comparto importante – conclude Agabiti – che per ogni grappolo di uva raccolta, attiva ben diciotto settori di lavoro, dall’industria di trasformazione al commercio, dal vetro per bicchieri e bottiglie alla lavorazione del sughero per tappi.

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