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10 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:57

Umbria Jazz, l’esordio di Joey Alexander: un esile 13enne che cammina sulle orme dei giganti

Al Pavone in esclusiva italiana il primo dei sette concerti del baby fenomeno che dovrà trovare una sua voce

Umbria Jazz, l’esordio di Joey Alexander: un esile 13enne che cammina sulle orme dei giganti
Joey Alexander al Pavone (foto F.Troccoli)

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di Daniele Bovi

Pur avendo appena 13 anni, di lui si parla già da quando ne aveva otto; da quando, cioè, si sprecavano paragoni con questo o quel mostro sacro degli 88 tasti. A 11 ha pubblicato un disco, My favorite things, sul quale si sono sprecati fiumi di inchiostro. Da quel lavoro è partito Joey Alexander, baby pianista indonesiano che sabato pomeriggio, al teatro Pavone, ha tenuto il primo dei suoi sette concerti (in esclusiva italiana) inseriti nel programma di Umbria Jazz 2016. Sul palco, ad accompagnarlo, il contrabbassista Daniel Chmielinski e il batterista Ulysses Owens. Il 13enne, occhialino da baby prodigio d’ordinanza, esile nella figura e nella voce, non ha mostrato alcuna timidezza nel confrontarsi con i giganti del jazz. Il suo esordio al festival è un caposaldo che ogni appassionato almeno una volta nella sua via musicale ha ascoltato, ovvero Resolution di John Coltrane.

FOTO: IL CONCERTO DI ALEXANDER
FOTO: MIKA A PERUGIA

Il concerto Poi si passa a un altro pezzo molto amato dai jazzofili, ovvero Footprints di Wayne Shorter e, dopo la bella versione di Summertime di Gershwin, si ritorna a Coltrane. Se My favorite things è un palese omaggio al sassofonista di Huntington, per il concerto di sabato al Pavone Alexander ha scelto di confrontarsi con Giant Steps, probabilmente uno dei momenti più riusciti del pomeriggio dove la platea ha potuto ascoltare un solo in cui il pianista ha mostrato grande destrezza. Non una copia carbone fatta da un baby studente ma una interpretazione affascinante e intelligente del grande classico, di sicuro sorprendente per un 13enne. Il resto del pomeriggio, fatto anche di qualche composizione scritta da Alexander di suo pugno (il 13enne ha comunque curato tutti gli arrangiamenti dei pezzi suonati), è scivolato via in un fitto e riuscito dialogo con i suoi sodali. Insomma, che l’esile ragazzino sia un piccolo fenomeno (da sottolineare anche la tecnica) pare non ci siano dubbi; altrettanto chiaramente, data la giovanissima età, dopo questo cammino sulle orme dei giganti Alexander nei prossimi anni dovrà trovare un suo marchio di fabbrica che lo renda riconoscibile. Di certo il talento non manca.

FOTO: IL CONCERTO DI DIANA KRALL E ONABULE
FOTO: IL DUETTO BAHRAMI-REA

Blues night e Mika Per chi se lo fosse perso, come accennato niente paura: il ragazzino suonerà, a parte lunedì e giovedì, tutti i giorni. Altro appuntamento con un giovanissimo pianista sulla bocca di tutti sarà quello di lunedì: alle 12, alla Galleria nazionale dell’Umbria, toccherà al cinese A Bu, occhialuto 17enne anche lui sulla cresta dell’onda. All’Arena invece sarà una notte blues (sponda Chicago) con uno degli ultimi giganti in circolazione, ovvero il quasi 80enne Buddy Guy, una lunghissima carriera costellata di molti Grammy e un’influenza enorme su molti altri chitarristi. Suo ospite il 16enne Quinn Sullivan, anche lui considerato un prodigio della chitarra. Nel primo set toccherà a Ruthie Foster, vocalista e songwriter texana tra blues, gospel e folk. Quanto a domenica sera, tutta l’attenzione è catalizzata su Mika, sold out già da tempo anche se in giornata sono stati aggiunti alcuni settori in più e quindi nuovi biglietti.

Twitter @DanieleBovi

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