domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 15:58
9 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:58

Umbria Jazz, Gloria nella notte per Fresu e gli A Filetta. All’Arena applausi per la «Mali’a» di Ranieri

Tra sacro e profano, splendido concerto alla basilica di San Pietro e pubblico in piedi per il trombettista sardo, Di Bonaventura e il coro corso. Sabato il giorno di Joey Alexander

Umbria Jazz, Gloria nella notte per Fresu e gli A Filetta. All’Arena applausi per la «Mali’a» di Ranieri
Massimo Ranieri (foto F.Troccoli)

di Daniele Bovi

Benché fosse solo la prima notte di questa Umbria Jazz 2016, il round midnight di venerdì rimarrà probabilmente tra i momenti da ricordare del festival. Nello splendore della basilica di San Pietro è andato infatti in scena «Mistico Mediterraneo», il primo dei due concerti che Fresu terrà in basilica: di fronte a una navata quasi piena nonostante l’ora tarda, i musicisti di due isole, ovvero Fresu e il coro corso degli A Filetta, e il bandoneonista marchigiano Daniele di Bonaventura, che con Fresu forma ormai una coppia assai rodata. Anche la collaborazione con il coro polifonico composto da sette voci (attivo sulle scene da oltre 30 anni) non è nuova: nel 2011 per la Ecm uscì infatti «Mistico Mediterraneo», album dal quale i musicisti hanno attinto a piene mani nella notte di venerdì, da «Rex tremendae» a un bellissimo e vivace «Gloria» ( di Bruno Coulais) arrivato sul finire del concerto. Ma non solo: durante la serata c’è stato spazio per composizioni di Fresu, come «Africa» e per un duetto con Di Bonaventura sul filo dell’intreccio melodico.

VIDEO: IL CONCERTO DI RANIERI
VIDEO: IL CONCERTO DI MILLER

Mistico Mediterraneo «Abbiamo chiamato il progetto “Mistico Mediterraneo” – dice il trombettista sardo dal palco – perché c’è il misticismo del coro e l’elemento mediterraneo». La polifonia del settetto corso si fonde col lirismo e le linee melodiche di Bonaventura e Fresu, che non disdegna l’uso di effetti elettronici. Elementi sacri e profani, severità e gioia, si uniscono in una notte perugina dal grande impatto emotivo. Il tutto immerso nella suggestione di San Pietro, dove giovedì Fresu e Di Bonaventura torneranno stavolta con «Altissima luce», ovvero con gli arrangiamenti ispirati al Laudario di Cortona; insieme a loro Marco Bardoscia, Michele Rabbia e l’Orchestra da camera di Perugia per un appuntamento da non perdere. Tutt’altra atmosfera quella respirata nella prima notte dell’Arena, dove ad aprire le danze, a tratti letteralmente, sono stati Massimo Ranieri e il giovane Sammy Miller, scovato dalle ‘orecchie’ di Umbria Jazz negli Usa e portato al festival in esclusiva europea. Il batterista, cantante e band leader è arrivato in città con il suo gruppo formato da quattro ottoni, contrabbasso e piano. Un impasto sonoro tra Fletcher Henderson, Duke Ellington e un jazz che omaggia le radici di New Orleans. Il pubblico apprezza lo show e per chi si fosse perso Miller e la sua band niente paura: i The Congregation suoneranno sui palchi dei giardini Carducci per tutto il festival. Un festival che da bambino, ammette Miller, «guardavo su Youtube».

FOTO: IL CONCERTO DI RANIERI
FOTO: IL CONCERTO DI MILLER

Ranieri Chi mai si sarebbe aspettato di calcare la scena di UJ è Massimo Ranieri, che con la sua «Mali’a» (che è anche un disco) ha portato una rilettura in chiave jazz di alcuni tra i pezzi più pregiati del repertorio napoletano. Ad accompagnarlo un gruppo di musicisti di prim’ordine, ovvero Stefano di Battista ai sassofoni, Stefano Bagnoli alla batteria, Enrico Rava alla tromba, Riccardo Fioravanti al contrabbasso e Rita Marcotulli al piano. «Se tanti anni fa – ammette Ranieri dal palco – mi avessero detto che un giorno sarei stato qui avrei chiamato un dottore». La serata parte con «Spiga ‘e grano» e «Anema e core» e va avanti con «Resta cu’ mme», «Luna caprese», «Tu vuò fa l’americano» e altre ancora, come «Malafemmena», tutte rigorosamente rivestite con abiti jazzistici. Verso la conclusione non manca neppure un ricordo di Pino Daniele (per lui alcuni celebri versi di Palazzeschi, «muoiono i poeti/ma la poesia non muore mai») e durante tutto l’arco della serata, dall’atmosfera a tratti raccolta come quella dei locali di Napoli dove decenni fasi «si suonava jazz – ricorda il cantante – per gli americani», per Ranieri e soci molti applausi.

UMBRIA JAZZ E LE JAM SESSION

Notte per Prince L’organizzazione del festival intanto, ha deciso di dedicare a Prince la notte funky del 15 luglio. Il folletto di Minneapolis si esibì a Perugia in un concerto, memorabile, il 15 luglio del 2011. All’Arena ci sarà uno dei re del funky ancora in circolazione, ovvero George Clinton con la Parliament Funkadelic (alle 18 Clinton presenterà la sua autobiografia, «La mia vita funkadelica», alla libreria Feltrinelli) e poi, in un altro set, i più giovani Cory Henry & the Funk Apostles. Sabato invece molta dell’attesa degli appassionati è per Joey Alexander, 13enne indonesiano (in esclusiva italiana per UJ) considerato un baby fenomeno degli 88 tasti. Poi, all’Arena, Diana Krall e Ola Anabulè e per concludere, nel round midnight, dopo il successo dello scorso anno torna il duo pianistico formato da Ramin Bahrami, ormai da tempo nell’olimpo della musica classica, e Danilo Rea con il loro «In Bach?».

Twitter @DanieleBovi

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