sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 17:29
24 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:51

Umbria jazz, Camicia propone Gubitosi direttore artistico. La replica: «Non lascio Giffoni»

Nuovo capitolo nella polemica contro Carlo Pagnotta: «Bisogna conoscere il territorio per assumere certe cariche»

Umbria jazz, Camicia propone Gubitosi direttore artistico. La replica: «Non lascio Giffoni»

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«Leggo dai giornali locali e dai siti umbri che si è fatto il mio nome, come nuovo direttore, per Umbria Jazz, uno dei più grandi eventi europei. Io non lascerò mai Giffoni». Respinge così, Claudio Gubitosi, direttore artistico del Giffoni film festival, le voci che lo hanno accostato al festival musicale umbro.

VIDEO: PAGNOTTA CONTRO CAMICIA

Camicia propone Voci di scarso rilievo, per la verità. Una semplice ipotesi del consigliere comunale di maggioranza di Perugia, Carmine Camicia, che chiede la rimozione di Carlo Pagnotta definito «persona che non è solo vecchia anagraficamente, ma è vecchia mentalmente, poiché pensa che Umbria Jazz sia di sua proprietà e che ne  possa disporre a suo piacimento». Tra le ipotesi avanzate dallo stesso Camicia quella del «Maestro Claudio Gubitosi, soprannominato l’architetto dell’immaginario, noto sia per essere direttore artistico del Giffoni film festival, che come presenze supera di gran lunga UJ, e noto per essere stato anche  il direttore artistico di Umbria fiction». Con un ordine del giorno, inoltre, propone che la carica duri solo due anni.

PAGNOTTA ATTACCA IL COMUNE

La replica di Gubitosi «Sono convinto – è la risposta di Gubitosi riportata nel sito giffonifilmfestival.it – che per fare il direttore di un posto devi vivere il territorio, conoscerlo in ogni suo aspetto. Se il direttore deve rimanere solo due anni, al massimo, come può un direttore immaginare di fare un percorso legato al territorio? Il suo obiettivo è quello di fare un buon programma, se ci riesce e se glielo fanno fare. Bisogna, invece, scegliere uomini almeno per cinque anni, che hanno contatti con le persone e vivono il territorio; altrimenti sono tutte protesi che hanno un momento di visibilità ma può succedere che le protesi vengano rigettate dal corpo. Anche in Campania – conclude Gubitosi – si verificano iniziative del genere, dove non si capisce perché, pur avendo fatto grandi investimenti, i risultati sono abbastanza scadenti».

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