mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 00:20
30 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:36

Umbria digital days al Casagrande-Cesi di Terni: il web tra profili fake satirici, Face4job e LibreItalia

Trenta anni dall'accensione di Internet in Italia, Paparelli agli studenti: «Terza rivoluzione industriale». I consigli di Astolfi, Romeo e Montegiove ai giovani

Umbria digital days al Casagrande-Cesi di Terni: il web tra profili fake satirici, Face4job e LibreItalia
L'incontro al Casagrande

Davide Astolfi, Alessio Romeo a Sonia Montegiove. Questi i protagonisti dell’appuntamento inserito negli Umbria digital days andato in scena sabato mattina all’istituto Casagrande-Cesi di Terni e a cui hanno partecipato numerosi studenti delle scuola superiore che hanno ascoltato con attenzione gli interventi dei tre relatori, tutti giovani che hanno fatto di internet un’occasione di successo e lavoro.

Umbria digital days al Casagrande-Cesi Ad aprire i lavori il vicepresidente della Regione con delega allo sviluppo economico e infrastrutture immateriali, Fabio Paparelli: «Oggi non è solo la giornata celebrativa dell’accensione di Internet in Italia – ha detto – ma è anche l’occasione per far capire che siamo di fronte a una terza rivoluzione industriale fatta con il digitale. Pensate alle auto che fra poco si guideranno da sole o all’Internet delle cose, per cui in futuro chi avrà in mano uno smartphone potrà richiedere un servizio e servirsene. La rivoluzione digitale – ha rilevato Paparelli – sta cambiando ogni aspetto della società ed è fondamentale che la generazione che verrà dopo di noi sappia cogliere le opportunità e ma anche capirne i rischi».

Astolfi e i profili fake satirici La parola è poi passata al blogger Astolfi, diventato una star dei social attraverso la satira politica, che ha descritto il web come un canale incredibile per connettersi al mondo: «La rete ci permette di eliminare quel gap che spesso c’è tra persone importanti o famose e la gente comune. Con i miei profili fake di Twitter ho fatto proprio questo, ho raggiunto persone e situazioni che mai avrei pensato, come con quello satirico su Gianni Cuperlo che è seguito da mezzo Parlamento e dai più grandi media nazionali». Poi Astolfi ha consigliato ai giovani presenti in sala di «non accettare mai di lavorare gratis per chi vi promette della visibilità, ma allo stesso tempo non dimenticate mai che la visibilità è un’opportunità da sfruttare per mettere in mostra il proprio talento».

Il successo di Face4job Al Casagrande-Cesi dalla satira si è passati mondo del lavoro col ternano di adozione Romeo che ha creato Face4job, una piattaforma social (che vale decine di milioni di euro) capace di superare le intermediazioni esistenti nel mercato del lavoro e connettere direttamente imprese e lavoratori. «Face4job è uno strumento meritocratico a costo zero per i candidati che da qualunque parte del mondo con un computer e una webcam e a breve solo uno smartphone, per sostenere un colloquio con le aziende che vi avranno individuato per il vostro talento. Voi ci mettete la faccia, il resto lo fa la».

Software libero LibreItalia Tra poco Face4job diventerà anche un social network sul mondo del lavoro, è già stato scelto dal ministero del Lavoro come portale di riferimento per il programma Garanzia giovani, è presente in diversi Paesi ed è una sorta di Google del lavoro che cerca direttamente nei siti delle aziende le offerte. Montegiove di LibreItalia ha, invece, illustrato l’importanza della libertà digitale offerta da Internet che «aiuta a costruire progetti importanti per il nostro futuro e senza il quale non avremmo la possibilità di creare delle community come quelle del software libero, ma dobbiamo essere in grado di difendere la libertà digitale. E l’unico modo per farlo è conoscere gli strumenti che abbiamo a disposizione, non diventandone schiavi. Il software libero, il suo sviluppo, serve proprio a questo, a condividere il meglio che abbiamo e renderlo fruibile per tutti».

Scuola e digitale La scuola del futuro dovrà essere molto più digitale di quella attuale e molto più interattiva, come ha sostenuto il prof Donato Limone, docente di Informatica giuridica alla Sapienza di Roma e fondatore dell’università telematica Unitelma: «Il 70% delle classi italiane è in rete ma ha una connessione bassa, l’Italia è al 25mo posto in Europa per numero di studenti che utilizzano Internet e il 36% dei professori dice di non essere preparato alla scuola digitale – ha spiegato Limone – I numeri sono sconfortanti e per questo il Piano nazionale della scuola digitale è una grande opportunità per un Paese come il nostro che deve recuperare terreno».

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