domenica 25 settembre 2016 - Aggiornato alle 19:23
17 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:09

Umbertide, Arpa sul campo gara del Tevere: «Torbidità non dovuta ad agenti inquinanti»

L'Agenzia regionale interviene sulle condizioni del fiume dopo le preoccupazioni espresse da alcune associazioni

Umbertide, Arpa sul campo gara del Tevere: «Torbidità non dovuta ad agenti inquinanti»
Un pescatore lungo il Tevere a Umbertide

«I problemi di torbidità sono locali e vanno ricercati nelle condizioni idrauliche del fiume; in quell’area, caratterizzata da una ridottissima velocità del flusso d’acqua, il fiume perde energia e tende a sedimentare particelle a granulometria fine che, in condizioni normali, sarebbero trasportate a valle». A parlare è Arpa Umbria che mercoledì è intervenuta, con una nota, a proposito delle condizioni del Tevere nell’area di Umbertide, in particolare di quella del campo gara in cui si pratica pesca sportiva. Arpa parla in particolare sollevato negli ultimi giorni da alcune associazioni a proposito di «presunti inquinanti sul fiume Tevere che causano problemi di torbidità, schiume e cattivi odori»; problemi, secondo l’Agenzia, legati a fenomeni naturali e non alla presenza di agenti inquinanti.

L’analisi «I dati – osserva Arpa – escludono la presenza di ione ammonio in concentrazioni elevate (lo ione ammonio è un inquinante legato alla presenza di reflui “freschi” di natura civile o zootecnica, di rilascio recente); contestualmente, possiamo confermare il buono stato di ossigenazione delle acque, indispensabile per la vita della fauna ittica». In primis Arpa sottolinea come il campo di gara sia caratterizzato da «condizioni piuttosto particolari, in quanto sorge immediatamente a monte di uno sbarramento artificiale per la produzione di energia elettrica. In questo tratto, il livello del Tevere è innalzato artificialmente, la corrente è minima e, durante i mesi estivi, l’acqua diventa particolarmente torbida».

Problemi locali L’Agenzia poi facendo riferimento allo studio fatto nel 2010 (in cui si mirava a verificare eventuali correlazioni tra gli elevati valori di torbidità e la presenza di sostanze inquinanti), spiega come la torbidità delle acque registrata dalla stazione fissa di Umbertide (che si trova proprio all’interno del campo gara) sembra indipendente da quanto rilevato a poco più di due chilometri a monte, all’inizio del campo gara. «Pertanto – dice Arpa – i problemi di torbidità sono locali e vanno ricercati nelle condizioni idrauliche del fiume; in quell’area, caratterizzata da una ridottissima velocità del flusso d’acqua, il fiume perde energia e tende a sedimentare particelle a granulometria fine che, in condizioni normali, sarebbero trasportate a valle».

Serie di concause Una particolare condizione in base alla quale qualsiasi minima sollecitazione provoca la rimessa in sospensione delle particelle fini; un quadro aggravato anche però «dall’asportazione – spiega Arpa – delle ghiaie dal letto fluviale, operata in passato, che ha trasformato il substrato originario in un substrato prevalentemente limoso e facilmente movibile». In questo tratto, comunque, vi sono elementi di difficile individuazione secondo l’Agenzia che incidono sulle caratteristiche chimico-fisiche delle acque: oltre alle torbidità elevate, è stata notata anche una traslazione verso le ore notturne dei massimi nelle oscillazioni giornaliere di ossigeno disciolto e di pH. Nel campo gara di pesca sportiva, contrariamente ad altri tratti fluviali, i valori massimi di ossigeno disciolto si verificano nel pieno delle ore notturne. Un fenomeno «ancora più strano – conclude Arpa – se si considera che questa traslazione non è permanente, ma si attua gradualmente nel periodo primaverile-estivo. Non è facile trovare una spiegazione a questa serie di fenomeni; probabilmente, vi sono una serie di concause che producono, come effetto, l’alterazione dei parametri chimico-fisici delle acque, legate sia alle condizioni locali del fiume, sia alle attività esercitate in esso», come la pesca sportiva.

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