lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 21:02
20 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 15:29

Ultrà ucciso con la pistola, il processo a Perugia. Cassazione: «Non era premeditato, troppi 30 anni»

Il delitto è avvenuto a Pescara nel 2012. Massimo Ciarelli era stato condannato anche in appello per omicidio volontario ma cade l'aggravante e gli atti verranno trasferiti in Umbria

Ultrà ucciso con la pistola, il processo a Perugia. Cassazione: «Non era premeditato, troppi 30 anni»

di En.Ber.
Il fascicolo sull’omicidio di Domenico Rigante, l’ultrà 24enne del Pescara assassinato con un colpo di pistola la notte del primo maggio 2012 in Abruzzo, arriva a Perugia. Martedì, infatti, la Corte di Cassazione ha stabilito che dovranno essere i giudici umbri a dover rideterminare la pena di Massimo Ciarelli, il presunto responsabile del delitto, condannato in primo grado e in appello a 30 anni di reclusione, al quale è stata annullata l’aggravante della premeditazione.

La difesa Ciarelli era stato condannato per omicidio volontario aggravato. Il suo difensore, l’avvocato Franco Metta, ha però invece chiesto ed ottenuto l’annullamento con rinvio per verificare se non ricorresse l’ipotesi dell’omicidio colposo o preterintenzionale, con il conseguente annullamento della premeditazione.

©Riproduzione riservata

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