Tumori: a Perugia l’avanguardia della Radioterapia oncologica con la Tomo Theraphy
di Ivano Porfiri
Un apparecchio per la Tomo Theraphy – Tomo Hd da maggio permetterà ai pazienti dell’Azienda ospedaliera di Perugia di usufruire trattamenti di avanguardia per ciò che riguarda la Radioterapia oncologica.
Il macchinario Tomo Theraphy-Tomo Hd. Si tratta di una apparecchiatura di ultimissima generazione (è la seconda che viene installata in Italia, la quarta in Europa) che consente, rispetto alle tecniche comunemente utilizzate, di irradiare in maniera ancora più precisa il tessuto tumorale e risparmiare maggiormente i tessuti sani. «Il macchinario – ha spiegato Cynthia Aristei – con la rotazione a 360 gradi intorno al paziente permette di concentrare meglio il fascio di radiazioni intorno alla massa tumorale che si vuole colpire risparmiando i tessuti sani. Inoltre con questa apparecchiature sono possibili campi di irradiazione lunghi fino a 160 cm permettendo ad esempio trattamenti cranio-spinali a pazienti leucemici».
Perugia all’avanguardia Si tratta di una tecnologia particolarmente innovativa che permette di elevare l’Ospedale di Perugia a Centro di Radioterapia avanzata. Il Dipartimento di Oncoematologia può così proseguire l’attività assistenziale e di ricerca in senso multidisciplinare per ottenere importanti successi nel trattamento delle patologie neoplastiche.
I vantaggi La sinergia tra i trattamenti chemioterapici e radioterapici avanzati permettono di migliorare gli indicatori di sopravvivenza e qualità della vita. Un particolare impulso potrà essere dato ai trattamenti di radiochirurgia nelle sedi anatomiche di difficile accesso chirurgico. Rispetto ai trattamenti convenzionali, la tomoterapia consente una irradiazione accurata del bersaglio, con migliore salvaguardia dei tessuti sani circostanti e la possibilità nel corso della stessa seduta di trattare più di un bersaglio e con dosi più elevate e circoscritte, con una maggiore efficacia del trattamento, un impiego inferiore di tempo sia per il Servizio che per il cittadino utente.
Altissima precisione Inoltre, il trattamento può essere continuamente adattato alle modifiche anatomiche eventualmente intervenute nel paziente fra una seduta e l’altra. Va anche aggiunto che la tomoterapia risulta particolarmente indicata nel trattamento di neoplasie situate in prossimità di organi importanti e delicati, che esigono di conseguenza una altissima precisione nell’irradiamento (testa-collo-pancreas, sistema nervoso centrale) e in quelle neoplasie che richiedono la somministrazione di dosi elevate e concentrate. Recenti studi hanno dimostrato che la sopravvivenza a due anni su tumori dei polmoni in stati avanzati passa dal 21% con radioterapia convenzionale al 46% con l’utilizzo di Tomo Teraphy.
Spesa e tempi Notevole è stato l’impegno finanziario sostenuto dalla Fondazione (3 milioni 550 mila €), l’Azienda Ospedaliera si è fatta carico degli adeguamenti impiantistici per l’installazione e dell’acquisizione di ulteriori accessori per un importo di circa 950 mila €. L’attivazione della nuova apparecchiatura che richiede l’adeguamento impiantistico e strutturale oltre ai necessari collaudi, è prevista entro il mese di Maggio. «La Fondazione Cassa di risparmio ha dimostrato ancora una volta di dare il suo contributo alla comunità regionale – ha detto il presidente Carlo Colaiacovo -. Dal ’92 a oggi 30 milioni sui 153 totali sono stati indirizzati alla sanità, il 20% del totale. Questo investimento viene dopo quello che due anni fa portò all’acquisto dell’impianto Pet-Tac».
Orlandi punge Il contesto e i relatori non si sono lasciati scappare l’occasione di lanciare punture di spillo. «Voglio ringraziare la Fondazione – ha detto il commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera, Walter Orlandi – anche perché ha saputo resistere alle pressioni. Con noi si è deciso di investire in servizi per i pazienti, quando qualcun altro avrebbe preferito portare acqua al suo mulino. La sanità, a volte, è come l’economia: le corporazioni possono impedire l’evoluzione del sistema nel suo complesso, i macchinari potrebbero togliere budget ai chirurghi, ma noi siamo per integrare il sistema: si vince solo tutti insieme».
Bistoni: macchine inutili senza uomini Anche il rettore dell’Università, Francesco Bistoni, non ha usato giri di parole. «Questi investimenti tecnologici sono importanti – ha detto – ma le macchine non devono diventare feticci. Le macchine non funzionano se non ci sono professionisti a guidarle e solo orientando le risorse e razionalizzando si può continuare ad avere una sanità di eccellenza». E poi verso la Regione: «Si deve andare verso la specializzazione degli ospedali, si deve puntare sull’eccellenza: bene gli investimenti sul dipartimento di genomica a Terni, è quello il futuro della medicina».
Nuovi tagli In attesa del Patto della salute dalla Regione si prospettano scenari non certo semplici. «Nel biennio 2013-14 subiremo altri 130-140 milioni di tagli – ha detto l’assessore alla Sanità Tomassoni – per cui saranno necessarie: coesione di tutte le istituzioni pubbliche e private, un disegno di sostenibilità in cui ognuno deve rinunciare ai campanilismi, investimenti in qualità anche per essere attrattivi sia verso l’esterno che per gli umbri.
Marini: sostenibilità e integrazione Più esplicita sul futuro è stata la presidente, Catiuscia Marini. «La sostenibilità e l’integrazione in ottica regionale del sistema deve stare al primo posto. Con la Fondazione gli interventi sono stati programmati insieme e una delibera di giunta stabilisce che nessuna struttura può ricevere macchinari, neppure attraverso donazioni, per non creare squilibri tra i territori. Si deve andare, invece, verso la specializzazione dei singoli ospedali. Inoltre – ha aggiunto – nell’ambito del Patto della salute stiamo cercando con le altre regioni di riaprire la partita sugli investimenti perché, oltre alla razionalizzazione, se non si punta su qualità e ricerca non si va da nessuna parte».





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