venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 06:55
17 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:37

«Transgender era rivolto al Pd, non a vicesindaco: chiedo danni per un milione di euro a Cardarelli»

L'autore della mail arrivata al Comune di Spoleto si difende dalle accuse del primo cittadino

«Transgender era rivolto al Pd, non a vicesindaco: chiedo danni per un milione di euro a Cardarelli»
Un elettore del Pd (foto archivio F. Troccoli)

di C.F.

«Transgender era rivolto al Pd di Spoleto non alla vicesindaco Bececco. Nella mail inviata per errore anche all’ufficio stampa del Comune non c’era alcun insulto sessista, ma soltanto la parola transgender a voler evidenziare proprio l’ambiguità di merito dei democratici, capaci soltanto di lasciar prevalere il non governo della città, dando così adito all’esistenza di uno strisciante trasversalismo».

«Chiedo danni per un milione di euro a Cardarelli» Con questa spiegazione il mittente della mail recapitata ai consiglieri Pd Dante Andrea Rossi, Paolo Martellini, Laura Zampa e all’ufficio comunicazione del Comune, si difende dalla denuncia «di insulti sessisti ai danni della vicesindaco Bececco» fatta martedì dal sindaco Fabrizio Cardarelli. Ed è proprio contro il primo cittadino che si scaglia il diretto interessato: «Comunico sin d’ora di aver dato mandato ai miei legali Simone Budelli e Massimo Franceschelli di intentare azione penale e civile nei confronti del sindaco e di quanti, in concorso, abbiano calunniato la mia persona richiedendo la somma di un milione di euro a titolo risarcitorio, riservandomi di devolvere parte del ricavato per finalità sociali legate alla città di Spoleto».

«Transgender era rivolto al Pd» Nella nota si spiega che il soggetto coinvolto «non ha rinnovato la tessera del Pd» e ha troncato «da alcuni mesi i rapporti col gruppo consiliare dei dem a seguito di un profondo strappo» causato «dell’assenza di azioni reali di contrapposizione all’operato dell’amministrazione comunale». Poi nel merito: «Ritengo che la vicenda sia stata montata ad arte con l’intento di danneggiare la mia reputazione, immagine e dignità perché – spiega il diretto interessato – l’espressione era rivolta ai componenti di una opposizione, che tali non appaiano spesso essere. In questo senso – prosegue – transgender voleva evidenziare proprio una ambiguità di merito del Pd, che non è né opposizione né maggioranza. Inoltre la parola non ha il significato offensivo che ha voluto far passare il sindaco».

@chilodice

 

 

 

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