mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 03:45
5 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:31

Tokyo applaude per otto minuti il Lirico Sperimentale: ovazione storica

Di fronte ai 2.600 del Bunka Kaikan grande successo per 'La Bohème' di Palleschi e Buongiovanni suggella tournée. Giovani artisti giapponesi chiedono audizioni

Tokyo applaude per otto minuti il Lirico Sperimentale: ovazione storica
I 2.600 del Bunka Kaikan di Tokyo

Otto minuti di applausi. E’ un’ovazione storica e straordinaria quella che il pubblico del prestigioso teatro Bunka Kaikan ha tributato a La Bohème del Teatro Lirico Sperimentale. Qui dove in genere di esibiscono gli orchestrali del Metropolitan di New York, della Royal Opera House di Covent Garden e pure la Berliner Philharmoniker, i cantati lirici con coro e orchestra dell’istituzione spoletina hanno scritto una pagina di storia della storia artistica e culturale dell’Umbria.

Tokyo applaude per otto minuti lo Sperimentale Star della serata il celebre soprano Carmela Remigio nel ruolo di “Mimì”, anche se applausi festanti e carichi di emozione sono stati riservati a tutta la compagnia, coro, orchestra, tecnici saliti tutti in scena per essere acclamati dai 2.600 spettatori di uno tra i dieci più importanti teatri al mondo. Un successo meritato per Remigio, Giuseppe Distefano, Sabrina Cortese, Rodrigo Esteves, Alessandro Pento, Eugenio Di Lieto, ma anche coro e orchestra. Nell’impresa grande riconoscimento per il direttore Carlo Palleschi e il regista Giorgio Bongiovanni che hanno guidato il Lirico Sperimentale da Spoleto al Giappone, Tokyo chiude una tournée di tredici date con migliaia di spettatori tra Osaka, Kobe e le più grandi città del paese.

Giovani artisti giapponesi chiedono audizioni «Il miracolo dell’opera – dicono dallo Sperimentale – e gli imperturbabili giapponesi hanno ceduto all’emozione delle note di Puccini proposte dagli artisti di Spoleto sciogliendosi in lunghi applausi e molte lacrime di gioia, in platea e sul palcoscenico». Ora prima del rientro dei cento tra cantanti, orchestrali e tecnici partiti dall’Italia ci sono da organizzare le audizioni. Già, perché sono numerosi i giovani artisti giapponesi che a Tokyo hanno chiesto di poter essere ascoltati dai maestri italiani per tentare la fortuna.

 

 

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