mercoledì 28 settembre 2016 - Aggiornato alle 02:03
19 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 16:56

Todi Festival, nell’antico granaio di Montenero il Teatro di Sacco porta in scena «Combustibili»

Lo spettacolo è tratto da «Libri da ardere» di Amélie Nothomb e andrà in scena il primo settembre alle 21 a ingresso gratuito

Todi Festival, nell’antico granaio di Montenero il Teatro di Sacco porta in scena «Combustibili»

Tre persone costrette nello stesso luogo, uno studio-libreria, e fuori una guerra imprecisata. Una vicinanza forzata e sofferta che diventa motivo di riflessione profonda. Si chiama «Combustibili, nei libri lo specchio dell’anima» lo spettacolo che il Teatro di Sacco porterà in scena al Todi Festival, in programma dal 27 agosto al 4 settembre. L’appuntamento con il lavoro tratto da «Libri da ardere» di Amélie Nothomb (testo teatrale pubblicato nel 1994) è per il primo settembre alle 21, con ingresso gratuito, all’antico granaio di Montenero, frazione a pochi chilometri da Todi, che sarà eccezionalmente riaperto per l’occasione. Il granaio, ormai in disuso, era stato costruito alla fine del 1800 dalla famiglia Cortesi come edificio annesso all’attiguo Castello di Montenero, risalente al XV secolo.

Parole del nostro tempo Lo spettacolo è inserito tra gli eventi diffusi nel territorio tuderte in occasione del trentennale di Todi Festival. Nella nuova produzione del Teatro di Sacco il professore universitario, il suo assistente Daniel e la studentessa Marina, attraverso il loro rapporto con la letteratura, motore e mediazione degli eventi, finiranno per definire la profonda natura di quanto sta avvenendo, ma anche per delineare tre profili generazionali radicalmente diversi. La regia è di Samuele Chiovoloni con Roberto Biselli, Letizia Bravi e Mauro Racanati, e si basa su un libro considerato un vero e proprio gioiello, rimasto nascosto nella grande produzione narrativa di Amélie Nothomb. «La volontà di Teatro di Sacco di mettere in scena “Combustibili” – spiega la compagnia – nasce dalla pluridecennale attenzione che abbiamo per la drammaturgia contemporanea e per le parole del nostro tempo, ritenendo che Amélie Nothomb abbia saputo raccontare grandi verità sull’animo umano e sui rapporti di forza tra gli esseri viventi».

Parla il regista «Combustibili – sottolinea poi Chiovoloni – è l’occasione di indagare un’allegoria in forma di menzogna e una menzogna in forma di allegoria. I libri che amiamo e il rapporto che abbiamo con il loro contenuto (benché “Combustibili” parli anche e soprattutto della loro materia) cosa dicono di noi? L’amore o l’odio verso un testo è l’esito di quale transfert o di quale sineddoche? Nel testo di Amélie Nothomb i personaggi si trovano in rapporto agonistico per un riconoscimento, una conferma del proprio ruolo o la conquista di un nuovo potere. In questa battaglia domestica in cui sono invischiati i personaggi, al riparo solo apparente di un conflitto che infuria all’esterno, ci si batte strenuamente per sostenere o squalificare un simbolo. Ecco che, favoriti da questa mediazione, i caratteri e i tipi umani possono uscire allo scoperto, tralucere per quel che sono. Così come si indovina il temperamento di un bambino, conosceremo Marina, il professore e Daniel in rapporto alla qualità e alla modalità dei loro giochi».

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