venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 08:37
22 aprile 2016 Ultimo aggiornamento alle 17:17

Tk-Ast, nessuna certezza sulla produzione. Burelli: «Il milione di tonnellate non è un dogma»

Il nuovo ad al 'Sole 24 ore': «Il secondo forno resterà attivo solo se darà profitti. Lo status di Mes alla Cina potrebbe avere effetti devastanti»

Tk-Ast, nessuna certezza sulla produzione. Burelli: «Il milione di tonnellate non è un dogma»

di M. R.

Tornano ad aleggiare insistentemente gli spettri di un calo della produzione di acciaio nel sito ternano di viale Brin. Il neoamministratore delegato di Ast, in un’intervista rilasciata al quotidiano nazionale di economia e finanza Il Sole 24 ore sembra non escludere del tutto un superamento dei livelli produttivi concordati al Mise: «Il milione di tonnellate – afferma – non è un dogma. Il secondo forno è attivo e rimarrà acceso fino a quando ci saranno le condizioni economiche che lo permetteranno».

Livelli produttivi a rischio Mentre nello stabilimento siderurgico si susseguono mese dopo mese le fermate e si respira alta tensione tra le Rsu, le parole del nuovo ad, Massimiliano Burelli non fanno che alimentare il sospetto di un calo nella produzione di acciaio. Già da alcuni giorni è infatti altissima l’attenzione sul tema, soprattutto alla luce di due aspetti in particolare: da un lato la paventata riduzione dei livelli occupazionali nel Parco rottami col passaggio d’appalto da Ilserv a Gap, dall’altro il licenziamento di 12 operai dell’impresa Pallotta.

Tk-Ast dalla ristrutturazione alla riorganizzazione A rischio insomma il milione di tonnellate fissato nell’accordo del dicembre 2014: «Gli impegni ci sono perché sono scritti – prosegue l’ad – ma dobbiamo anche fare i conti col mercato e in ogni caso – aggiunge – nessuno ha interesse a spegnere il secondo forno, purché generi volumi profittevoli». Nelle parole di Burelli (ex Alcoa, Danieli e Constellium): «La ristrutturazione è finita ma prosegue la riorganizzazione». Non mancano comunque conferme rassicuranti ad esempio sul trasferimento della Linea 6 da Torino e l’iter per l’affidamento del recupero scorie, per la gara internazionale avrebbero manifestato interesse una decina di competitors.

Mes Cina Nella pagina del quotidiano nazionale, non manca il riferimento al tema di straordinaria attualità al quale il M5s proprio venerdì mattina, ha dedicato un’iniziativa nell’auditorium aziendale di Ast, ovvero la sovrapproduzione di acciaio e un’eventuale concessione del Mes alla Cina: «Il riconoscimento dello status di economia di mercato alla Cina – dichiara Burelli al Sole 24 ore – avrebbe per il settore manifatturiero conseguenze devastanti sul fronte occupazionale».

Cavicchioli chiede confronto con Burelli La politica locale non è certo indifferente alle dinamiche del colosso siderurgico, il capogruppo Pd in consiglio comunale Andrea Cavicchioli, in una nota: «La sospensione temporanea dell’attività di due forni dell’Acciai speciali Terni per carenza di commesse conferma la necessità, nell’interesse di tutti i soggetti preposti, di attivare sia in sede Mise che nelle forme ritenute opportune, il confronto con il nuovo amministratore delegato per avere chiarezza sulle prospettive generali del sito ed in questo contesto per tutti i profili delle dinamiche produttive delle varie aree e settori e sulle politiche commerciali, anche alla luce delle impostazioni e decisioni che la Comunità Europea dovrà  adottare. Ci attiveremo nelle sedi istituzionali per sollecitare questo confronto».

Twitter @martarosati28

 

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