venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 13:46
23 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 13:59

Tk-Ast, le bramme straniere sono un business: viale Brin le lavora per Aperam

Riunione fiume tra direzione aziendale e sindacati: a ristrutturazione finita, prosegue confronto per le professionalità. Uilm al tavolo ma poi si defila, il 7/10 si va al Mise

Tk-Ast, le bramme straniere sono un business: viale Brin le lavora per Aperam

di Marta Rosati

Acciai speciali Terni neutralizza le ansie dei lavoratori rispetto alla lavorazione delle bramme e conferma che la ristrutturazione è finita mettendo sul tavolo di confronto con l’esecutivo di fabbrica la disponibilità ad effettuare nuovi incontri per il riconoscimento dei livelli a tutte le professionalità presenti all’interno dello stabilimento.

Tk-Ast Dai piani alti di viale Brin nella giornata di giovedì sono arrivate tutte le rassicurazioni possibili per i lavoratori a partire dal caso bramme sollevato dalla Uilm. Rispetto a questo è emerso che si tratta di una semplice lavorazione che Ast garantisce ad Aperam dietro pagamento. Non è noto quale sia il giro d’affari, anche se le quantità di semilavorati sarebbero esigue ma il modus operandi dell’azienda ha rasserenato gli animi: le bramme tornano in Belgio grezze, e non vengono utilizzate per ottenere il prodotto finale a Terni, fatto che dovrebbe aver fugato ogni dubbio e spettro su spiacevoli epiloghi, anche se non manca chi insinua possa trattarsi un test preliminare.

Professionalità La riunione tra i rappresentanti sindacali e la direzione di Ast, alla quale hanno preso parte anche i delegati degli impiegati, sarebbe durata diverse ore.  Presente stavolta anche la Uilm che convocata dall’azienda ha risposto all’invito ma che evidentemente si riserva di fare ulteriori valutazioni. Nel comunicato elaborato dalle Rsu la firma del sindacato infatti manca, segno che per il momento i delegati preferiscono agire autonomamente. Secondo quanto trapela, con il capo del personale sarebbe stato condiviso u nuovo calendario di incontri per proseguire il percorso già avviato da mesi che riguarda la discussione sui livelli cercando di raggiungere accordi definitivi.

Si torna al ministero Nel frattempo c’è una nuova convocazione del governo al Mise per il prossimo 7 ottobre ed è innegabile che sia piuttosto ravvicinata alla data dell’ultimo tavolo, dal quale non era emersa la necessità di un aggiornamento a stretto giro. Il sospetto è che ci siano allora delle novità a quasi due anni dalla sottoscrizione dell’accordo del 3 dicembre; del resto le interlocuzioni della casa madre Thyssen con Tata steel sono state confermate. Potrebbe trattarsi di buone notizie visto che la direzione aziendale, senza indugio, ha ribadito che la ristrutturazione è finita; oppure l’incontro potrebbe essere incentrato sul futuro di Titania alla luce del recente sodalizio con Tifast. L’amministratore delegato Massimiliano Burelli si era dato tempo fino a fine 2016 per decidere insieme ai sindacati e a pensarci bene San Silvestro non è poi così lontano.

@martarosati28

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