lunedì 26 settembre 2016 - Aggiornato alle 14:15
7 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:56

Tk-Ast, la mensa cambia gestore ma i sindacati non sono stati coinvolti

Cir food al posto di All foods dal primo agosto e a costo maggiore, l’ad dell’impresa uscente Piacenti: «Segno che l’azienda gode di buona salute economica, offrirà servizio migliore»

Tk-Ast, la mensa cambia gestore ma i sindacati non sono stati coinvolti

di M. R.

Il contratto di All Foods con Thyssenkrupp scade il prossimo 31 luglio e a quanto pare, la gestione della mensa aziendale sarà dal primo agosto affidata alla Cir food dell’Emilia Romagna.

All Foods Il cambio d’appalto preannunciato si va concretizzando e gli aspetti da chiarire sono almeno due se non tre. Se venisse confermata l’assegnazione della mensa all’azienda di ristorazione emiliana, sarebbe il segno di una scelta operata unilateralmente dai piani alti di viale Brin: le Rsu che si occupano del servizio mensa infatti, non sarebbero state ancora convocate da Ast e il fatto porrebbe un problema di relazioni sindacali perché essendo l’erogazione dei pasti una prestazione in parte pagata dai lavoratori, pare sia prassi la condivisione delle scelte e, per dirne un’altra, si vocifera che alcuni delegati nei mesi scorsi abbiano testato la refezione in varie parti d’Italia per valutarne la qualità. E questo è il primo punto.

Servizio mensa Ast Secondo aspetto non irrilevante è il costo del servizio; secondo indiscrezioni, infatti, la Cir food costerebbe ad Ast più di All foods. L’amministratore delegato dell’impresa uscente, Massimo Piacenti, molto ‘sportivamente’, commenta: «Mi fa piacere, vuol dire che Ast è risanata. Se fino a due mesi fa chiedeva un abbattimento dei costi del 20% e ora può permettersi di erogare più quattrini per la mensa è il segno che l’azienda è in buona salute e se il servizio ha un costo maggiore evidentemente sarà anche di più elevata qualità, faccio gli auguri di buon lavoro a chi subentra». C’è del sarcasmo è ovvio, ma All Foods ha le spalle larghe: «L’azienda sta ampliando i propri orizzonti geografici guardando anche oltre i confini nazionali».

Massimo Piacenti Il terzo aspetto, ultimo ma non ultimo, è se vogliamo di natura politica: l’uscita di scena di All foods dalla mensa dell’acciaieria è una di quelle notizie che sottovoce serpeggiano da mesi; e, se da un lato come dice lo stesso Piacenti «è una delle ultime aziende di matrice ternana ad uscire da Ast nel periodo di cambiamenti che ha attraversato lo stabilimento in toto», non possiamo non sottolineare come l’Acciai speciali Terni non è la prima volta che volta le spalle all’imprenditore. Quel brevetto per il recupero delle scorie, griffato Rmt di cui Massimo Piacenti è presidente, è rimasto inutilizzato e Ast ha indetto una gara internazionale. Come dire, pare che le aziende del territorio che tentano di fare fatturato anche in loco, siano un po’ ingombranti.  La riflessione è ‘multinazionale’.

Twitter @martarosati28

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