venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:52
10 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:22

Tk Ast, la Fim Cisl accetta la sfida del miglioramento: «Ma da costruire su basi solide»

Coordinamento ternano della sigla che fa il punto sul futuro del sito di viale Brin

Tk Ast, la Fim Cisl accetta la sfida del miglioramento: «Ma da costruire su basi solide»

La Fim Cisl è pronta ad accettare le sfide del miglioramento continuo lanciate da Tk Ast per quanto riguarda il sito di Terni, a patto che ci siano delle basi solide su cui lavorare. A fare il punto della situazione sul prossimo futuro del sito di produzione ternano è Riccardo Marcelli, segretario regionale Fim Cisl, nell’ambito del tavolo di coordinamento provinciale ternano.

Il tavolo L’occasione dunque è stata la riunione del coordinamento provinciale a cui hanno preso parte il segretario regionale generale della Fim Cisl Adolfo Pierotti e del il segretario regionale della Cisl Celestino Tasso. Prima della sua relazione, Marcelli ha ricordato con un minuto di raccoglimento, Enrico Bugli, componente del direttivo della Fim Cisl, recentemente scomparso. «Ast è in una fase nuova nella quale si sta lavorando per il futuro, cercando di arrivare prima possibile al pareggio di bilancio. L’attenzione si sta focalizzando verso clienti di tipo diverso da quelli che c’erano in passato, procedendo dai grossi distributori agli utilizzatori finali che hanno delle necessità diverse, come l’acquisizione di piccoli lotti.

La sfida lanciata da Burelli «Affidabilità, Innovazione, Miglioramento continuo: sono alcuni dei temi sui quali l’amministratore delegato di Ast Massimiliano Burelli sta spingendo di più in questa fase nel tentativo di migliorare la performance rispetto a qualità e tempi di consegna. Gli impianti di Ast e l’organizzazione del lavoro, hanno cominciato a patire dai tempi dello Spin-off di Inoxum ed oggi qualche linea è in sofferenza. Il coordinamento di Terni della Fim Cisl è pronto ad accettare la sfida sulla Lean transformation a condizione che al tempo stesso si decida di tornare ad investire in maniera corretta ed intelligente sulle manutenzioni apportando quelle modifiche all’organizzazione del lavoro che consentano di traguardare realmente il sito di Terni verso l’eccellenza nel tentativo di accrescere aumentare la produttività che per quanto riguarda la Fim non significa lavorare di più ma lavorare meglio. Per questo servono basi solide».

Il riconoscimento del Mes Altro tema che tiene banco in questi giorni è quello del Mes, il riconoscimento di economia di mercato per la Cina. «Per migliorare la qualità, le performance dei tempi di consegna, per perseguire i processi di miglioramento continuo servono altresì persone motivate e ben indirizzate verso i nuovi obiettivi con l’accrescimento delle conoscenze, anche attraverso i piani formativi e delle professionalità. E i ragionamenti intrapresi con la Direzione aziendale vanno proprio verso questa direzione. In attesa del completamento degli investimenti nei tempi previsti e dell’assegnazione del Progetto scorie, la Fim Cisl continua a sostenere che sarebbe sbagliato che l’Europa conceda il riconoscimento di Economia di mercato alla Cina, chiedendo di vigilare affinché i dazi vengano rispettati fino in fondo evitando che la stessa Cina importi in Europa semilavorati utilizzando come canali i mercati coreani o turchi».

Progetto artigiani La Fim Cisl inoltre ha elaborato il Progetto Artigiani «che prenderà corpo nelle prossime settimane e che si pone come obiettivo quello di conoscere e tutelare i lavoratori di questo settore. Il Coordinamento della Fim auspica che la stagione del rinnovo dei contratti, Federmeccanica, Unionmeccanica, Confimi, possa concludersi apportando quei benefici che i lavoratori meritano di ricevere. Al tempo stesso si chiede alla Cisl di farsi promotrice della richiesta al Governo di abbassare il cuneo fiscale: se ne parla da tempo, troppo. E’ ora di passare ai fatti».

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