martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 07:18
11 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 12:16

Tk-Ast, interrogazione al Parlamento europeo a firma Lega Nord: «Verifiche su accordo con Tata»

Documento elaborato da Fiorini e Candiani anche su scorie e livelli occupazionali

Tk-Ast, interrogazione al Parlamento europeo a firma Lega Nord: «Verifiche su accordo con Tata»
Emanuele Fiorini (foto Troccoli)

Monitorare il possibile accordo fra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata Steel, salvaguardare livelli occupazionali e volumi produttivi, verificare lo stato di attuazione del piano per l’industria europea dell’acciaio e infine finanziare progetti per lo smaltimento delle scorie e ridurre l’impatto ambientale. L’Europarlamentare della Lega Nord Mara Bizzotto ha depositato alla Commissione europea una interrogazione relativa alla Tk Ast di Terni.

Il documento La Bizzotto ha così recepito il documento elaborato dal capogruppo in Regione Umbria, Emanuele Fiorini e dal senatore Lega Nord, Stefano Candiani. Nel testo dell’interrogazione viene sottolineato come «da mesi ormai si rincorrono voci in ordine alla possibilità di una joint venture fra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata Steel» e si ricorda che «l’11 giugno 2013 la Commissione europea ha presentato il piano d’azione per l’industria europea dell’acciaio riconoscendo l’importanza del riutilizzo dei sottoprodotti della produzione dell’acciaio, come nel caso delle scorie».

Le richieste Nell’atto da presentare al parlamento europeo viene dunque richiesto «come la Commissione intende monitorare il possibile accordo fra le divisioni siderurgiche di ThyssenKrupp e Tata Steel e laddove si addivenisse alla stipula dell’accordo quali misure intende adottare a salvaguardia dei relativi livelli occupazionali e volumi produttivi». In più «qual è lo stato di attuazione del piano d’azione per l’industria europea dell’acciaio, riguardo alle acciaierie Ast e se la Commissione ha stanziato finanziamenti per sviluppo e occupazione e ulteriori finanziamenti in materia di ricerca, impatto ambientale e innovazione da destinare a progetti pilota, in ordine allo smaltimento delle scorie, e se gli stessi sono stati destinati anche allo stabilimento Ast».

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