giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 01:56
22 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 20:57

Tk-Ast, bramme in arrivo dal Belgio preoccupano operai. Rossi: «Probabile fusione con Tata»

Modesto quantitativo di semilavorati Aperam fa alzare la guardia sul secondo forno. Intanto il governo conferma a Rossi le interlocuzioni tra Tk e Tata. La Cina sfida ArcelorMittal

Tk-Ast, bramme in arrivo dal Belgio preoccupano operai. Rossi: «Probabile fusione con Tata»
FOTO MONIA CANAVARI

di Mar. Ros.

Sembra proprio che in viale Brin le preoccupazioni non manchino mai. In queste ore a tenere col fiato sospeso i lavoratori è la notizia filtrata dalla Uilm di alcuni semilavorati che sarebbero in arrivo da Aperam. Tonnellate di bramme provenienti dal Belgio e destinate alla lavorazione dell’area a freddo che pongono degli interrogativi tra le maestranze perché il reparto (Acc) in cui vengono invece prodotte le bramme in Ast, è fermo ormai da diverso tempo ogni fine mese con annessa cassa integrazione. E in questo senso agli operai ‘i conti non tornano’. Intanto là fuori il mercato si muove e mentre la Cina sta per creare un colosso dell’acciaio, il senatore Gianluca Rossi fa sapere che le interlocuzioni tra i tedeschi di Thyssen e gli indiani di Tata steel sono confermate direttamente dal governo.

Lo sciopero I lavoratori Ast mercoledì sono rimasti a braccia conserte per un’ora e l’assemblea è diventata anche momento di confronto sul nuovo caso sollevato dalla Uilm dopo il direttivo, e confermato nelle ore successive, generando non poche preoccupazioni, di nuovo sul mantenimento dei due forni. Tanto per intenderci la giustificazione potrebbe giusto essere quella che Aperam commissioni il lavoro all’acciaieria ternana. A tenere ancora più alta la tensione ci pensano poi le notizie che giungono dal senatore Pd Rossi il quale fa sapere che il governo gli ha confermato che l’ipotesi di fusione Thyssen-Tata è plausibile. L’ad di Ast Massimiliano Burelli non ne aveva fatto mistero, anzi al Mise era emerso con chiarezza che la casa madre cercasse nuovi partner.

MesChina e il mercato dell’acciaio Rispetto a questo, Rossi dice: «È aperta un’ interlocuzione quotidiana con il gruppo dei Socialisti e democratici al parlamento europeo, con l’obiettivo di monitorare l’esito della procedure di conferimento dello status di economia di mercato alla Cina. Non sono secondarie  – conclude – le ripercussioni produttive e occupazionali sul sito di Terni ed è per questo che continueremo ad incalzare il governo». Tenere d’occhio l’Oriente deve essere fondamentale perché da quelle parti il mondo della siderurgia non resta a guardare; è di mercoledì la notizia del Sole 24 ore secondo cui la Cina sta per creare un  gigante dell’acciaio secondo solo ad ArcelorMittal: «Baosteel e Wuaho iron & steel (Wisco) – scrive il quotidiano – hanno annunciato la fusione».

@martarosati28

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