martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 05:34
20 luglio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:09

Tk-Ast, a rischio i lavoratori del parco rottami: l’accordo Gap non piace e l’azienda non apprezza

Gruppo lombardo invita maestranze a fare passo indietro: suona come un avvertimento

Tk-Ast, a rischio i lavoratori del parco rottami: l’accordo Gap non piace e l’azienda non apprezza
FOTO MONIA CANAVARI

«Apprendiamo con forte preoccupazione che le assemblee dei lavoratori della Ilserv hanno respinto l’ipotesi di accordo sottoscritto da tutte le organizzazioni sindacali». A scrivere è proprio la società Gap, quella che dovrebbe diventare operativa all’interno del parco rottami dell’acciaieria ternana dal primo ottobre prossimo e che non nasconde di non aver apprezzato l’atteggiamento di chiusura.

Gap Spa «L’accordo prevedeva la salvaguardia dell’occupazione e il riassorbimento di 60 dipendenti – sottolineano dal gruppo lombardo -, la disponibilità dell’azienda, gli sforzi tesi a garantire una transizione che riducesse al minimo le difficoltà e le incertezze sul futuro, sembrano non essere serviti a chiudere questa delicata fase di passaggio». Si tratta di un passaggio d’appalto, l’ennesimo all’interno di Ast dai tempi dell’era Morselli, quando si è assistito a una sorta di epurazione delle imprese locali dallo stabilimento. Mantenere il lavoro ok, ma evidentemente le condizioni contrattuali messe nero su bianco dalla Gap sono ritenute svantaggiose per gli attuali dipendenti Ilserv.

Parco rottami Ast La Gap mercoledì pomeriggio ha lanciato un messaggio ai lavoratori che suona come un vero e proprio avvertimento: «L’azienda – scrivono da Bergamo – contava di potere usufruire delle professionalità e delle competenze dei lavoratori Ilserv e oggi si vede costretta, a malincuore, a dover percorre altre strade. Ci auguriamo che si possa ancora arrivare a rivedere queste posizioni di incomprensibile chiusura, che finirebbero per penalizzare tutte le professionalità che fino ad oggi hanno operato all’interno dell’acciaieria di Terni». Come dire, l’orizzonte è tutt’altro che roseo, ai sindacati l’arduo compito di mediare.

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