Thyssen, la politica regionale nel cuore dell’acciaio: «Bruxelles sblocchi l’affare Outokumpu»
di Iv. Por.
Dal cuore della produzione dell’acciaio parte un messaggio diretto al centro burocratico dell’Unione europea: l’Antitrust dia il via libera alla cessione a Outokumpu regalando una boccata di ossigeno a Terni e a tutta l’Umbria (dopo l’apertura di un’inchiesta per concentrazione eccessiva di quote di mercato). L’occasione è stata la visita che Consiglio e Giunta regionale per la prima volta nella storia hanno fatto allo stabilimento ThyssenKrupp Acciai speciali di Terni.
La delegazione La visita agli stabilimenti ha visto presenti gli assessori Rossi, Riommi, Bracco e Rometti, e i consiglieri Brega, Locchi, Smacchi, Galanello, Buconi, Monacelli, Nevi, De Sio, Valentino, Lignani e Rosi. Poi c’è stato l’incontro con l’amministratore delegato Marco Pucci, al quale ha partecipato anche la presidente dell’Esecutivo regionale, Catiuscia Marini.
No ai codicilli burocratici E’ stata la presidente Marini a palesare il messaggio più importante. «La parte importante del lavoro delle istituzioni umbre sarà quella di stimolare adeguatamente il Governo nazionale affinché la Commissione europea si adoperi nel favorire la trasformazione societaria, dando attenzione non ai codicilli burocratici e normativi dell’Antitrust, ma alla solidità di un progetto industriale che può continuare a dare molto per l’occupazione».
Polo siderurgico mondiale Il presidente del Consiglio regionale, Eros Brega ha sottolineato come sia «la prima volta che Giunta e Consiglio regionale dell’Umbria, insieme, visitano le acciaierie di Terni, ed è un momento importantissimo perché la scelta di Thyssen Krupp di allearsi con i finlandesi della Outokumpu porta alla creazione del polo siderurgico più importante del mondo, con conseguenze irrinunciabili per l’economia della nostra regione. Per questo dobbiamo impegnarci con tutte le nostre forze, al di là di ogni appartenenza politica, per consentire che il progetto si realizzi».
I numeri Pucci ha illustrato le caratteristiche dell’azienda ed anche le prospettive future, quando sarà avvenuta la fusione con i finlandesi, che porteranno le acciaierie ternane a far parte del più grande polo siderurgico mondiale: «La vendita a Outukumpu – ha spiegato Pucci – era la soluzione più vantaggiosa, rispetto a operazioni di consolidamento aziendale o quotazione in borsa. L’operazione è positiva in quanto riduce i costi poiché i finlandesi dispongono del materiale (cromo) che rende speciale l’acciaio. Outukumpu e Inoxum insieme costituiranno il gruppo leader dell’acciaio con il 14% del mercato mondiale. Inoxum – ha aggiunto l’ad – già ora produce il 35% del mercato mondiale di prodotti per automobili, e Terni è il primo sito produttivo al mondo per i tubi di acciaio».
Gli impegni richiesti Pucci ha chiesto, inoltre, l’impegno delle istituzioni perché possano essere realizzate le necessarie infrastrutture: dall’interporto di Orte al completamento della superstrada Terni-Orte-Civitavecchia, come pure un rafforzamento del polo universitario ternano, «non con una qualsiasi facoltà ingegneristica – ha specificato – ma con discipline strettamente connesse all’attività siderurgica».
Di Girolamo ottimista Soddisfatto il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo: «Importante che tutte le istituzioni abbiano preso visione diretta della realtà industriale ternana in questa fase di passaggio di proprietà dalla Thyssen ai nuovi azionisti di maggioranza della Outokumpu. Se il giudizio della Commissione europea sarà positivo, e ciò dovrebbe avvenire entro l’anno, non solo il nostro territorio, ma una gran fetta dell’Italia centrale potrà tirare una boccata d’ossigeno in un momento così delicato per la nostra economia».






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