venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 23:59
12 maggio 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:35

«The Boy», protagonisti tenebrosi, casa in stile old England e una bambola che prende vita

Arriva al cinema il nuovo horror di William Brent Bell con Lauren Cohan e Rupert Evans

«The Boy», protagonisti tenebrosi, casa in stile old England e una bambola che prende vita

di Gordon Brasco

Ricetta per traumatizzare un bambino: prendete vostro figlio di cinque anni, portatelo al cinema senza sapere cosa proietteranno e rimanete in sala a vedere il film Magic (film horror psicologico del 1978, diretto da Richard Attenborough, con un giovanissimo Anthony Hopkins) dove una bambola da ventriloquo prende lentamente vita e rende succube chi la usava. Questo in sintesi il mio unico tallone d’Achille in merito ai film horror: se posso evito quelli con bambole e bambolotti o il rischio è di far riemergere vecchi traumi infantili. Questa volta però non ne ho proprio potuto fare a meno, un po’ per vedere come se la cavava Lauren Cohan in una parte da protagonista dopo tanta gavetta nella serie The Walking Dead (dove interpreta Maggy, la compagna di Glen) e poi perché il regista William Brent Bell è uno degli astri nascenti dell’horror e il suo L’altra faccia del diavolo (film del 2012) mi era davvero piaciuto. Come tutti i film che riguardano i pupazzi in genere, l’impianto del film si basa sul rendere credibile un fatto di per se impossibile: «Può una bambola prendere vita?». Chiunque si sia mai cimentato nel rispondere a questa domanda ha tirato in ballo le tesi più disparate: follia, maledizioni varie, reincarnazioni finite male, possessioni demoniache e così via. William Brent Bell dà la sua versione cercando di sorprendere il pubblico e lo fa con una partenza del film perfetta: i protagonisti sono tenebrosi al punto giusto, la casa in stile old english dà il suo apporto a un’atmosfera macabra e il bambolotto si rivela subito terribilmente inquietante.

Inquietante La narrazione successiva non è particolarmente originale ma non ci sono troppi cali di tensione e i dubbi sulla reale natura del bambolotto tengono lo spettatore ben inchiodato alla poltrona almeno fino al finale che è la parte del film che meno mi ha convinto, perché da un lato è evidente il tentativo del regista di spiazzare il pubblico con una trovata a effetto, però non tutti i coup de théâtre funzionano allo stesso modo: in questo caso si esagera un po’ e si finisce per perdere molta della magia creata fino a quel momento. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me sì: pupazzi, marionette, bambolotti… cosa c’è di più inquietante che quei loro sguardi fissi nel vuoto? Se poi ci mettete pure una casa spettrale e una coppia di anziani da brividi avete già dei buoni motivi per correre al cinema. Lauren Cohan è brava nel gestire il suo personaggio e siamo sicuri che avrà un futuro come attrice anche in ruoli non horror, buono anche il supporto di Rupert Evans che da spalla della Cohan rende la storia più solida. Gli unici dubbi sono sul finale che probabilmente poteva essere studiato meglio, segno che il regista voleva rompere gli schemi classici dell’horror e lasciare lo spettatore con qualche angoscia in più ma non riuscendoci appieno. Siete degli horror-maniaci? Avete bisogno di saltare dalla paura su una poltrona per divertirvi? Allora correte al cinema, quest’ultimo lavoro di William Brent Bell non è perfetto ma non vi deluderà.

Un film di William Brent Bell. Con Lauren Cohan, Rupert Evans, Jim Norton, Diana Hardcastle, Ben Robson. Horror, Ratings: Kids+16, durata 97 min. USA 2016. Eagle Pictures.

Trama: Dopo essere stata assunta da una famiglia inglese, una tata americana rimane scioccata quando scopre che il bambino di cui si deve occupare è in realtà una bambola. Ben presto però la tata si rende conto che la bambola ha una vita propria…

Perugia
Gherlinda: 17.40 / 20.05 / 22.30
Uci Cinemas Perugia: 17.45 / 20.10/ 22.40

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 / 20.00 / 22.30

Terni
The Space: 16.00 / 18.15 / 20.30 / 22.45

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