giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 18:58
25 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:11

Terremoto, tra gli sfollati di Norcia e San Pellegrino: «Abbiamo dormito poco e tremato tanto»

Freddo e paura nella tendopoli della frazione e nel palestra del capoluogo. Tra gratitudine e disagi: «La notte temperature basse e ancora siamo senza bagni»

Terremoto, tra gli sfollati di Norcia e San Pellegrino: «Abbiamo dormito poco e tremato tanto»

di Chiara Fabrizi

«Abbiamo dormito poco e ballato tanto con le scosse continue fino a quella delle 5.15 che ha fatto crollare il campanile e anche una casa». Così Giuliano Funari, residente nella zona rossa di San Pellegrino, che ha trascorso la notte nella tendopoli allestita dalla protezione civile insieme a una cinquantina di compaesani, anche se gli sfollati sono quasi un centinaio e precedenza è stata data ad anziani e bambini. Lui è uno dei circa mille sfollati, ospitati nelle strutture allestite nella zona di Norcia: una ventina nella Sala polivalente di piazzale Marucci, 140 alla palestra del campo da tennis, altri 100 nella palestra della scuola media; a San Pellegrino ci sono 7 tende per 70 persone (i bagni sono in arrivo); ad Ancarano 50 posti nella sala Proloco; anche a Campi 50 posti nella sala Proloco; a Castelluccio montate solo 3 tende perché molti sono andati via. Tanti chiedono di poter montare la tenda davanti casa per poter vigilare sui propri beni.

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Freddo e niente bagni «Qui nella notte la temperatura scende parecchio e una coperta a testa – dice sempre Giuliano – è un po’ poco, abbiamo sentito freddo, ma tanto ci siamo alzati di continuo e quel poco che abbiamo dormito lo abbiamo fatto con un occhio aperto». Criticità? «La più pesante – spiega Giuliano – è stata l’assenza dei servizi igienici che è un problema grande soprattutto per gli anziani». Qui i bagni non sono ancora arrivati e il disagio è inevitabilmente profondo. Dalla Prociv assicurano che a stretto giro sarebbero stati installati, ma fino alle 12.30 non ce n’era traccia. Funzionante, invece, la cucina gestita dai volontari della Prociv di Orvieto, Terni e San Giustino che hanno preparato il pranzo per circa 150 persone. Daniele Filippi, uno dei cuochi, spiega: «Cosa prepariamo? Un bel piatto di pasta all’amatriciana».

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Nella palestra Più confortevole il dormitorio allestito nella palestra di Norcia, dove hanno trascorso la prima notte dopo il sisma circa 130 persone. Tra loro Donatella che vive nella città di San Benedetto da 16 anni e la mamma Ida che invece risiede a Roma ma da un mese abbondante è qui per trascorrere le vacanze. La loro casa non è gravemente lesionata ma le scosse continue le hanno convinte a lasciare la casa in centro a Norcia: «La temperatura in palestra è stata buona e le coperte più che sufficienti, così come sono adeguati i servizi igienici ci sono e gentilissimi i volontari della protezione civile. È chiaro che la paura è tanta e i terremoti continui anche forti, come quello delle 5.15, non aiutano». Accanto a loro anche Angelo e Ilia, padre anziano e figlia quarantenne. Nel loro appartamento le crepe ci sono: «Non sappiamo se la casa è inagibile – spiega Ilia – aspettiamo il primo sopralluogo dei vigili del fuoco ma non sappiamo quando passeranno ed è questo, oltre naturalmente alla paura, a pesare di più».

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