venerdì 30 settembre 2016 - Aggiornato alle 22:18
3 settembre 2016 Ultimo aggiornamento alle 18:45

Terremoto, nella notte scossa di magnitudo 4,2 a Norcia: nuovo crollo delle mura antiche

Alle 12.18 avvertito sisma da 4.5 con epicentro in provincia di Macerata, sequenza sale a 4.300 eventi. Si aggrava tratto tra Porta Palatina e bivio per Preci. Charlie Hebdo, vescovo di Norcia: «Triste e di cattivo gusto»

Terremoto, nella notte scossa di magnitudo 4,2 a Norcia: nuovo crollo delle mura antiche
Il crollo del 3 settembre

di Chiara Fabrizi

Ancora paura e danni a Norcia. Una forte scossa di magnitudo 4,2 ha svegliato nel cuore della notte le migliaia di persone residenti nella città di San Benedetto e nelle frazioni limitrofe. Il sisma si è verificato alle 3.34 con epicentro localizzato a pochi chilometri in direzione Sud-Est dal centro cittadino. Al terremoto ne sono seguiti altri di minore entità, il più forte dei quali di magnitudo 3, fino alla scossa delle 12.18 di magnitudo 4,5 nitidamente avvertita anche nella cittadina di San Benedetto. L’epicentro è stato localizzato oltre il confine con le Marche, in provincia di Macerata, ma a meno di 10 chilometri da Castelluccio. Dall’inizio della sequenza l’Ingv ha localizzato complessivamente oltre 4.300 eventi: 153 i terremoti di magnitudo compresa tra 3 e 4, quattordici quelli localizzati di magnitudo compresa tra 4 e 5 e uno di magnitudo maggiore di 5 (quello di magnitudo 5.4 avvenuto il 24 agosto con alle ore 4:33 italiane nella zona di Norcia), oltre naturalmente il più violento di tutti, ossia il terremoto delle 3.36 di magnitudo 6. 

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Scossa di magnitudo 4,2 a Norcia Nella notte a Norcia la gente è tornata in strada, mentre i vigili del fuoco rilevavano un nuovo crollo alle mura urbiche. In particolare il tratto tra Porta Palatina e il bivio per Preci, già danneggiato dal terremoto del 24 agosto, ha subito un nuovo e significativo cedimento che ha interessato anche la strada. I pompieri si sono subito messi al lavoro per liberare la carreggiata dalla pietre e procedere a una prima messa in sicurezza, ma il punto di via Circonvallazione interessato è stato chiuso al traffico. Ma non è l’unico tratto di mura trecentesche su cui sono ben visibili i segni della sisma che da undici giorni sta colpendo il Centro Italia. Un altro importante cedimento si è registrato in prossimità di viale Ottaviani, mentre è stata lesionata la torretta vicino a Porta Romana. Proprio il principale accesso della città risulta ormai transennato da un paio di giorni, così come uno dei due accessi pedonali laterali.

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Primi sopralluoghi nelle case Nonostante la forte scossa della notte sabato mattina sono scattati i primi sopralluoghi agli edifici privati da parte dei tecnici rilevatori, come confermano dalla funzione censimento danni del Centro operativo misto (Com) che segue le verifiche statiche nei quattro Comuni umbri colpiti dal sisma. Al lavoro ci sono sei squadre composte da due o tre tecnici, ma già nel pomeriggio di venerdì si era avuta la prima attività da parte degli esperti che nella mattinata hanno anche partecipato alla riunione di aggiornamento sulle procedure da seguire organizzata dalla protezione civile. Un centinaio i geometri e gli ingegneri presenti, perlopiù dipendenti di pubbliche amministrazioni. Dal Com, allestito sempre a Norcia in piazzale Marucci, si fa sapere che sono salite a 1.700 le richieste di verifica a edifici privati, a cui se ne aggiungono oltre 150 nel territorio comunale di Cascia e un quarantina ciascuno tra Preci e Monteleone. Discorso a parte per il resto della Valnerina, lo Spoletino e il Folignate che hanno richiesto un altro migliaio di sopralluoghi sempre a edifici privati.

Tempi Prematuro ipotizzare i tempi necessari a completare la maxi ricognizione, anche se chi si sbilancia guarda all’orizzonte delle due settimana, fermo restando che molto dipenderà dal numero dei tecnici disponibili. Dalla protezione civile regionale spiegano che ai sindaci è stato richiesto di segnalare eventuali situazioni di particolare criticità che potranno quindi avere la precedenza. L’organizzazione è complessa perché i controlli interesseranno anche edifici in cui risiedono più famiglie che devono essere coordinate per assicurare ai tecnici l’accesso in contemporanea in tutti gli appartamenti degli stabile. Un’operazione non semplice in una zona dove le seconde case sono molto numerose, anche per questo viene richiesta la massima collaborazione della cittadinanza. L’obiettivo, come ribadito anche venerdì dal commissario alla ricostruzione Vasco Errani, resta accertare in tempi rapidi le inagibilità così da conoscere con certezza il numero delle persone che non potranno rientrare in casa a causa dell’inagibilità e necessiteranno quindi di un alloggio.

Deroga su numero minimo studenti per classe Intanto il sindaco di Vallo di Nera, Agnese Benedetti, ha reso noto di aver chiesto al commissario Errani il provvedimento straordinario in deroga al numero minimo di studenti e scolari necessari per la formazione di una classe. Alla richiesta si sono associati i sindaci i Comuni di Norcia, Scheggino, Monteleone di Spoleto, Sellano, Cascia, Sant’Anatolia di Narco, Preci, Cerreto di Spoleto e Poggiodomo, nell’ambito dell’incontro di venerdì pomeriggio. «Scongiurerebbe – ha detto Benedetti – la presenza di pluriclassi che, soprattutto in questo momento, potrebbero allontanare i ragazzi e le famiglie dal territorio provocando spopolamento». La proposta del sindaco, è anche sul tavolo alla presidente Catiuscia Marini, dell’assessore Antonio Bartolini e della dirigente dell’ufficio scolastico regionale, Sabrina Boarelli, con cui ci sono già stati due incontri. «La fragilità dei nostri territori di montagna e la tenuta della popolazione vengono nuovamente messe in crisi da questo evento calamitoso – ha continuato la Benedetti – ecco perché per evitare lo spopolamento è importante tenere nella dovuta considerazione il ruolo centrale delle scuole. Esse rappresentano i capisaldi delle comunità e sono capaci di assicurare il senso di presenza e continuità essendo punti di riferimento per il presente e il futuro dei piccoli paesi».

Charlie Hebdo, vescovo di Norcia: «Triste e di cattivo gusto» «A Norcia in tanti dormono fuori casa, c’è molta paura». Così il vescovo Renato Boccardo a Radio Vaticana: «Gli edifici erano danneggiati e l’ulteriore scossa ha aggravato la situazione. Tanta gente dorme fuori casa non tanto perché la casa è stata lesionata, ma per paura di essere sorpresi durante la notte da un’ulteriore scossa di terremoto. Adesso si sta aspettando che i tecnici della Protezione Civile facciano la valutazione e dicano fino a che punto le case possano tornare ad essere abitate oppure debbano essere sistemate». E poi: «Dobbiamo dire che a livelli diversi si è manifestata una grande vicinanza – racconta il vescovo – gli organismi della protezione civile sono presenti sul luogo, le tende sono arrivate immediatamente. Ogni volta sento parole di apprezzamento e di gratitudine nei confronti dei diversi volontari Certo, ormai siamo alla vigilia dell’inverno e dunque c’è la preoccupazione di trovare una sistemazione adeguata in quanto le stesse tende non saranno sufficienti». Poi monsignor Boccardo ha commentato la vignetta di Charlie Hebdo: «Una cosa molto triste e di cattivo gusto. Il rispetto dell’altro, il rispetto del dolore altrui fa parte delle regole della convivenza civile».

@chilodice

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