martedì 27 settembre 2016 - Aggiornato alle 10:41
30 agosto 2016 Ultimo aggiornamento alle 14:15

Terremoto, Renzi nel campo tra gli sfollati: «Vi siamo vicini. Umbria modello di ricostruzione»

Il premier arriva in ritardo per un temporale e va dritto alla tendopoli di San Pellegrino: «Sono qui per dirvi che non vi lasceremo». Ai bambini: «Tenete alto il morale ai grandi»

Terremoto, Renzi nel campo tra gli sfollati: «Vi siamo vicini. Umbria modello di ricostruzione»
Renzi a San Pellegrino

di Chiara Fabrizi

È arrivato a Norcia con un’ora di ritardo rispetto al previsto, il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, per via di un forte temporale che ha colpito proprio il territorio ferito dal terremoto del 24 agosto. Atterraggio nel campo sportivo di una struttura ricettiva poco dopo le 16, anziché alle 15, mentre nelle tendopoli la protezione civile ha cercato di alleviare i disagi causati dalle prime e abbondanti piogge, allestendo passerelle in plastica tra le tende e i servizi.

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A San Pellegrino Accolto dalla presidente della Regione, Catiuscia Marini, dal sindaco Nicola Alemanno e dal vescovo di Spoleto-Norcia, monsignor Renato Boccardo, Renzi si è diretto subito verso la tendopoli di San Pellegrino, la frazione più colpita dal sisma dove è arrivato alle 16.34 in auto col presule, al quale è profondamente legato da anni. Il premier ha quindi parlato con i volontari della protezione civile e con gli sfollati che gli hanno raccontato i disagi: «Noi i terremoti li abbiamo vissuti tutti – gli ha detto una donna – dal ’79 a questo, è la terza volta che usciamo da casa nostra ma vogliamo restare qui». Altri hanno invece chiesto una comunicazione più puntuale da parte delle autorità sugli sviluppi dell’emergenza, a cominciare dai tempi per individuare alloggi più idonei, soprattutto in vista della stagione fredda. «Non ci abbandonate» è stata la richiesta arrivata da più parte: «Sono qui proprio per questo – ha risposto Renzi – per dirvi che noi ci siamo e non vi lasceremo». Presente anche il vicepresidente della Regione, Fabio Paparelli, e l’assessore Antonio Bartolini, il prefetto Raffaele Cannizzaro e il questore Carmelo Gugliotta.

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Umbria modello Dopodiché il premier ha assicurato che «il governo è presente anche in Umbria, dove non ci sono state vittime, ma ricostruiremo». Renzi ha poi ribadito come «l’Umbria è un modello da seguire per la ricostruzione» lodando anche l’attività della Protezione civile regionale «che ha svolto un ruolo importante anche per il sisma dell’Emilia e formando anche personale di altre Regioni».Il presidente del Consiglio ha quindi ricordato come nel ’97 è stato tra i volontari a Nocera Umbria, tra i comuni umbri più colpiti dal sisma.

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Con i bambini Dopodiché Renzi si è soffermato con un gruppo di bambini del campo, dove è stata nelle ultime ore montata anche una piccola tenda dove all’interno è stata allestita un’area gioco. «Stasera che fate?», ha chiesto loro. «La baby dance» è stata la candida risposta di una piccola a cui il premier ha poi raccomandato: «Cercate di tenere alto il morale, anche quello degli adulti». Uscendo dalla tendopoli il presidente ha anche abbracciato una bimba di pochi mesi in braccio alla mamma, prima di compiere un sopralluogo nel paese dove per il triage degli edifici e per la valutazione di interventi di messa in sicurezza rapida stanno lavorando funzionari tecnici dei vigili del fuoco di Terni, Perugia, Lucca, Ravenna, Bologna, Modena, Prato.

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Nella zona rossa Nell’abitato di San Pellegrino, classificato interamente zona rossa, il premier è entrato anche nella chiesa dove dopo i danni del terremoto di mercoledì, all’alba del giorno seguente è crollato il campanile. Prima di lasciare la frazione di Norcia, ha assicurato agli sfollati: «Tornerò a trovarvi». Quindi è partito alla volta di Norcia, dove ha visitato la Cattedrale di Santa Maria. Saltato il summit con i sindaci al Centro operativo comunale, dato che doveva ripartire verso Amatrice per i funerali delle vittime.

Marini «Mi ha fatto molto piacere ascoltare gli apprezzamenti del presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi per la qualità della ricostruzione in Umbria e per la grande professionalità della nostra protezione civile. È un riconoscimento per tutti gli umbri. La sua presenza in Umbria in una giornata di lutto come quella di oggi per i funerali ad Amatrice delle vittime del sisma – ha detto – è testimonianza di grande attenzione per una comunità anch’essa danneggiata dal sisma che però non ha registrato in queste aree danni a persone, ma solo a cose. Rappresenta anche un messaggio di fiducia per i cittadini oltre ad essere la conferma di una positiva modalità di collaborazione fra cittadini, istituzioni locali e governo nazionale». La presidente Marini ha ribadito che, con il coinvolgimento innanzitutto dei cittadini e di tutti i livelli del governo locale, la Regione Umbria farà la propria parte: «Lo farà con serietà e rigore seguendo quel metodo di lavoro che ha caratterizzato le diverse esperienze di ricostruzione che si sono succedute nella nostra regione a seguito degli eventi sismici che l’hanno più volte colpita. Un metodo – ha rilevato – che guarda innanzitutto alle regole e alle norme con le quali deve essere realizzata la ricostruzione di edifici danneggiati da un terremoto. Dobbiamo proseguire allo stesso tempo con un metodo di lavoro ordinario che deve avere come obiettivo strategico la messa in sicurezza di edifici senza attendere il verificarsi di eventi sismici, perché è fondamentale il tema della messa in sicurezza a partire dagli edifici strategici quali sono ad esempio scuole ed ospedali che devono reggere alle drammatiche prove di un terremoto».

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