sabato 1 ottobre 2016 - Aggiornato alle 12:23
3 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 19:41

Terremoto nell’Orvietano: via a interventi di messa in sicurezza, pompieri a San Pancrazio

Scosse in diminuzione dopo lo sciame sismico degli ultimi quattro giorni. Candiani visita Castel Giorgio

Terremoto nell’Orvietano: via a interventi di messa in sicurezza, pompieri a San Pancrazio

Sono scattati venerdì mattina gli interventi di messa in sicurezza su alcuni edifici pubblici e privati di Castel Giorgio, epicentro dello sciame sismico che negli ultimi quattro giorni ha fatto tremare la terra al confine tra Umbria e Lazio, di magnitudo 4,1 la scossa più intensa.

FOTOGALLERY: CREPE NEI MURI
Quattro famiglie senza casa

Terremoto nell’Orvietano Consistente il numero di eventi registrati dall’Istituto di geofisica e vulcanologia anche se, fortunatamente, nella notte tra giovedì e venerdì non si sono registrati particolari movimenti sismici anche di lieve entità. L’unico terremoto delle ultime ore è stato registrato intorno alle 6 del mattino con magnitudo 1,2 a una profondità di 9 chilometri, quasi impercettibile. Venerdì mattina, comunque, sono iniziate le operazioni di messa in sicurezza di alcuni stabili a opera dei vigili del fuoco del comando provinciale di Terni. Le prime delle opere provvisionale in programma interesserà la chiesa di San Pancrazio Martire.

Candiani a Castel Giorgio Il senatore della Lega Nord, Stefano Candiani, venerdì è stato in visita a Castel Giorgio accompagnato dal sindaco uscente Andrea Garbini e dal commissario prefettizio, ha svolto un sopralluogo negli edifici più a rischio in seguito. Il parlamentare ha espresso «preoccupazione» per quanto accaduto e soprattutto «in previsione del progetto legato alla geotermia nell’orvietano” e che alla luce dei recenti eventi sismici “andrebbe riconsiderato». Candiani si è detto disponibile a «portare la vicenda di Castel Giorgio nelle stanze del Governo, sia per quanto riguarda una possibilità di intervento in merito ai danni provocati dal sisma agli edifici pubblici, sia per esprimere le mie perplessità riguardo il ventilato progetto di geotermia».

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