giovedì 29 settembre 2016 - Aggiornato alle 20:39
1 giugno 2016 Ultimo aggiornamento alle 10:33

Terremoto nell’Orvietano: oltre venti scosse nella notte, la più forte di magnitudo 3

Sciame sismico ancora in corso in zona Castel Giorgio al confine col Lazio. Programmate verifiche a una trentina di stabili privati

Terremoto nell’Orvietano: oltre venti scosse nella notte, la più forte di magnitudo 3
Crepe in una casa dell'Orvietano

Sono una ventina abbondanti le scosse di terremoto registrate nella notte tra martedì e mercoledì nella zona dell’Orvietano, precisamente tra Castel Giorgio e Acquapendente (Viterbo), dove ormai da quasi due giorni la terra trema con elevata frequenza. L’evento sismico più intenso resta quello di lunedì sera, ossia la scossa di magnitudo 4,1 che ha spaventato la popolazione. Dopodiché si sono registrate alcune decine di terremoti, la maggior parte lievi, anche se un paio di volte si è andati oltre il 3.

Terremoto: oltre venti scosse nella notte Come la notte scorsa, quando, intorno alle 22.30 la terra ha tremato nitidamente. Anche mercoledì le scuole resteranno chiuse nei Comuni umbri di Orvieto, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Allerona, Fabro e Ficulle, così come proseguiranno per tutta la giornata i sopralluoghi di vigili del fuoco e tecnici sia dei municipi che della Regione programmati su una trentina di stabili tra Castel Giorgio e Castel Viscardo, tutte abitazioni private. Intanto restano quattro il numero delle famiglie, complessivamente una decina di persone, a cui la casa è stata dichiarata inagibile a causa delle lesioni riportate da due immobili a seguito del terremoto. Tutti hanno trovato collocazione temporanea da familiari. Stando a quanto emerso martedì pomeriggio a margine del summit tra tecnici, autorità locali e funzionari della prefettura di Terni nella zona colpita dallo sciame sismico non sono stati riscontrati danni a edifici pubblici.

«Geotermia non c’entra con sismicità» Mercoledì pomeriggio con una nota stampa Diego Righini, consigliere delegato e manager di ITW LKW Geotermia Italia spa ha affermato: «Ad oggi l’azienda non ha iniziato a perforare nessun pozzo geotermico quindi è estranea ad ogni fenomeno sismico in corso. Tutti i modelli e le analisi fatte e riportate nello studio di impatto ambientale dell’Impianto pilota Castel Giorgio confermano non correlazione delle attività di coltivazione geotermica previste e la sismicità naturale della zona. Di più, il centro di ricerche dell’Rse-Gse ha modellizato, con il geologo Fabio Moia e una squadra di geologi, la coltivazione del fluido geotermico in quantità superiori a quelle che verranno utilizzate nel progetto non riportando comunque nessun fenomeno di induzione di sismicità».

Il progetto di Castel Giorgio Da un anno è stato approvato dal ministro dell’Ambiente e da quello dei Beni e delle attività Culturali e del turismo, il decreto di compatibilità ambientale relativo al contestato progetto di realizzazione dell’impianto geotermico pilota Castel Giorgio che prevede la perforazione di pozzi a profondità tra 1.200 e 2.300 metri, con reiniezione totale nel serbatoio del fluido geotermico estratto. «Il progetto prevede – si legge nella nota – che vengano adottate tutte le cautele necessarie per evitare eventuali inquinamenti delle falde. L’aumento della pressione del fluido geotermico nella zona di reiniezione sarà trascurabile. Tutti gli aspetti tecnici connessi alla realizzazione del progetto, compreso quello relativo alla eventuale sismicità indotta, sono stati esaminati dalla commissione Via (valutazione impatto ambientale) del ministero dell’Ambiente con le Regioni Lazio e Umbria, e sono stati ritenuti ambientalmente compatibili.

 

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